avvocati condominiali, Leggi e normative
Presentazione di Giuseppe Mommo
Sul finire degli anni ottanta, conseguita la laurea in giurisprudenza, svolgevo la mia attività di pubblico dipendente, distaccato all’Avvocatura di Stato presso il Ministero dei Trasporti.
Effettuavo ricerca giuridica, sulle opere cartacee della completa biblioteca, quando ho assistito alla nascita della ricerca giuridica elettronica.
Infatti, dopo aver seguito un piano di addestramento, ho cominciato ad utilizzare l’attivato collegamento al Centro Elettronico di Documentazione della Corte di Cassazione per la consultazione degli archivi Italgiure-Find della legislazione statale e di tutte le altre banche dati via collegate al CED.
In breve tempo, poi, editoria elettronica ed informatica giuridica hanno fatto passi da gigante, sono nate le banche dati ed ho visto interi volumi (Raccolta De Martino con Leggi vigenti e Codici d’Italia, Repertori di Giurisprudenza; Massimari e Fori) duplicarsi in semplici e maneggevolissimi CD.
Solo allora ho avuto modo di constatare come l’aiuto del computer alla ricerca giuridica e giurisprudenziale sia stato enorme ed inimmaginabile.
Non più volumi aperti sulle scrivanie e fotocopie di pagine e pagine, ma leggerissimi CD da inserire in un computer e piacevolissime “navigazioni full test” con l’uso di appropriate “parole testuali” da pensare e combinare fino a trovare, selezionare e prelevare, anche “copiando e incollando”, i documenti di interesse.
Un appassionante lavoro di ricerca, di studio e di documentazione intorno al problema da chiarire per avere in poco tempo un quadro completo della situazione ed una esauriente e motivata risposta al quesito del momento.
Lasciato presto e volontariamente il pubblico impiego, ho avuto l’impressione che la professione di avvocato, senza caratterizzarsi particolarmente per lo studio e la ricerca, trovasse il suo fondamento e il suo successo soprattutto nella concretezza dell’azione, nella prassi abitudinaria, nell’accordo ed in qualche caso nel facile compromesso.
Non è stato difficile, anzi è stato inevitabile, rinunciarci per il piacere di dedicare più tempo alla ricerca, allo studio, alla elaborazione ed alla scrittura, usando, per quanto possibile, un linguaggio comune ed accessibile.
Il mio vuole essere un impegno sulla strada e nella direzione della auspicata (e mai attuata!) semplificazione della comunicazione e comprensione del diritto.
L’intento è quello di facilitare la comprensione di un linguaggio riservato “agli addetti ai lavori” in quanto troppo specialistico, burocratico e dottrinario.
Ora, che c’è internet e la ricerca giuridica elettronica offre sempre maggiori vantaggi e prospettive, la redazione di saggi, articoli, pareri o approfondimenti, basata sul grande ed indispensabile aiuto dell’esperienza nella ricerca, è diventata per me un lavoro appassionante.
Nel chiedere ai numerosi lettori, che mi mandano e-mail, di astenersi da qualsiasi richiesta di parere privato, mi rendo disponibile ad esaminare soltanto eventuali proposte editoriali e/o di collaborazione continuativa soprattutto con riviste giuridiche on line.
Articolo scritto da Paolo Bellini
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