La figura dell’amministratore condominiale come nuovo Energy Manager Locale. Parte Seconda**
In buona sostanza essi devono far adottare delle soluzioni efficienti negli interventi che consentiranno di raggiungere i seguenti obiettivi: 1) consumare meno energia e, quindi, ridurre le spese per combustibili ed elettricità; 2) accrescere il comfort interno agli ambienti, sia abitativi, sia lavorativi, e mantenerlo con minori spese di gestione; 3) valorizzare le unità immobiliari e il condominio nel suo insieme. Così facendo, oltre al resto, egli contribuirebbe alla protezione dell’ambiente, riducendo l’inquinamento e partecipando allo sforzo nazionale ed europeo per ridurre i consumi di combustibili fossili e rendere l’Italia meno dipendente dai paesi produttori per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico. Di tutta l’energia consumata in un edificio per mantenere al suo interno le condizioni di comfort abitativo e lavorativo, la parte più grande è spesa per riscaldare gli ambienti durante la stagione fredda. Questa energia è spesa per sopperire al fabbisogno termico dell’edificio, ossia per bilanciare le dispersioni termiche dell’involucro edilizio (tetto, muri, pavimento), comprese le finestrature, e le perdite energetiche dovute ai ricambi d’aria degli ambienti ed ai rendimenti dell’impianto termico. Riducendo le dispersioni dell’involucro e utilizzando apparecchi e componenti a più alta efficienza negli impianti termici, si può risparmiare anche il 40% delle spese per riscaldamento, con indubbi vantaggi per gli utenti finali, i condomini, e per l’ambiente, grazie alle minori emissioni di inquinanti in atmosfera. Per risparmiare combustibile bisogna intervenire sull’edificio e sull’impianto di riscaldamento, sul tetto, sulle pareti e sui solai riducendo le dispersioni di calore, sulle finestre, sulle porte e sui cassonetti limitando le fughe di aria calda; sull’impianto di riscaldamento effettuando una corretta manutenzione e scegliendo una nuova caldaia ad alto rendimento energetico, negli ambienti utilizzando i sistemi di regolazione della temperatura e i sistemi per contabilizzare il calore utilizzato. Le tipologie costruttive e le soluzioni tecnologiche adottate si sono sviluppate nel corso degli anni anche in funzione della legislazione in materia energetica applicata al settore edilizio. Pertanto è possibile verificare, in prima analisi, l’opportunità di intervenire per migliorare le prestazioni del sistema edificio -impianto in funzione dell’anno di costruzione dell’edificio condominiale e degli eventuali successivi interventi rilevanti di riqualificazione. Il condominio del futuro è quello a risparmio energetico. In Italia il settore residenziale è responsabile annualmente di più del 30% dei consumi energetici totali. La soluzione per ridurre i consumi esiste. Risparmiare consumi ed energia è importante, a maggior ragione se consideriamo gli effetti devastanti che i nostri sprechi hanno sul pianeta. Ne è un significativo esempio l’allarme clima, lanciato recentemente nella conferenza mondiale sulla climatizzazione che tratteggia per la nostra terra un futuro di preoccupante desertificazione da un alto e inarrestabile scioglimento dei ghiacci dall’altro. L’amministratore di condominio è l’energy manager dell’edificio e, come tale, deve cercare di coinvolgere i condomini nei progetti di risparmio energetico. I dati raccolti a fine 2007 dal WWF segnalano che in Italia il settore residenziale è responsabile annualmente di più del 30% dei consumi energetici totali. I numeri statistici parlano chiaro: il 68% va al riscaldamento, il 16% agli usi elettrici come l’illuminazione e gli elettrodomestici, l’11% alla produzione di acqua calda sanitaria e il rimanente 5% agli usi cucina. Il che corrisponde al 27% delle emissioni nazionali di gas clima-alteranti, di cui il 10% è rappresentato dagli impianti di riscaldamento, maggiore causa di inquinamento urbano dopo il traffico. In un recente studio l’associazione ambientalista riporta inoltre che una famiglia di 4 persone consuma per la casa circa 1,8 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, per l’uso di combustibili e di energia elettrica. Più della metà di questo consumo è assorbito dal riscaldamento. Un vero peccato se si pensa che di tutta l’energia consumata in una stagione per riscaldare un edificio, una buona parte viene dispersa dalle strutture, attraverso tetto, muri, finestre, e una parte dall’impianto termico. Ed è in questo frangente che l’amministratore del condominio in quanto energy manager, in quanto specialista del risparmio energetico deve agire, ponendo la sua professionalità al servizio dei condomini che lo hanno nominato, anche attraverso un costante aggiornamento della propria preparazione professionale e mediante l’ acquisizione di specifiche conoscenze in tutte le materie che lo riguardano.
Fonte: Newspages
Arch. Roberto Bella
Presidente IRCAT
** Estratto dalla relazione presentata al Convegno FOCUS Sistema Edificio 15 16 gennaio 2009 Torino Incontra Sala Cavour
Articolo scritto da redattore
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