Polesella e il suo Po
Un angolo di fiume conteso tra la tradizione veneta e quella estense
Ville storiche, rustici e sapienti interventi edilizi
Polesella deve molto al “suo Po” . Nel bene e nel male Il Grande Fiume ha segnato la storia della città che oggi fa bella mostra di sé, stretta com’è tra il confine naturale e lo sviluppo urbanistico, che stenta a decollare. Il fascino dell’attracco fluviale turistico, in via Alessandro Selmi ci prepara alla visione dei tesori edilizi presenti a ridosso dell’argine con in testa Villa Morosini Mantovani, splendida dimora del XVI secolo accreditata all’architetto Vincenzo Scamozzi, discepolo del Palladio, ed autore in Polesine di altre affascinanti dimore come la Villa Nani Mocenigo di Canda. La Villa è famosa per aver ospitato Francesco Morosini il Peloponnesiaco, l’ultimo grande doge della Repubblica Veneta. Vi è poi il fabbricato rurale già della famiglia selmi, da questi donato alla Chiesa per ricavarne il ricovero èpert gli Anziani. Un po’ più avanti una corte in golena, con alcuni immobili di grande fascino architettonico e logistico. Sempre sulla fascia destra della strada arginale, a ridosso del fiume, ecco alcuni esempi di ristrutturazioni finemente realizzate, con tecniche di posa del mattone “alla ferrarese”, rispettose della storia edilizia della zona. Il Po ingrossato dalle recenti piogge si allarga a lambire gli argini che la natura e l’uomo hanno disegnato per il suo inesorabile cammino verso il mare. E al tramonto disegna scenari indescrivibili che accomunano Rovigo e la terra degli estensi, oggi collegate dal ponte in cemento armato che nel 1980 ha sostituito quello in barche.
Dott. Paolo Bellini
Articolo scritto da redattore
NOTIZIE CORRELATE
- Le aree artigianali di Rovigo
- Un percorso affascinante sulle sponde dei due fiumi
- Le case di pregio in Polesine




