Un percorso affascinante sulle sponde dei due fiumi
I volumi edilizi dell’ Adige e del Po
Rustici, vecchi fabbricati, opifici e capannoni nella nostra ricerca
Inizia da questa settimana un reportage sui volumi dismessi in riva ai due grandi fiumi che bagnano le terre polesane: l’Adige ed il Po. Il servizio ha lo scopo di individuare fabbricati rurali, residenziali ed industriali, un tempo utilizzati sia per la dimora di famiglie dedite all’attività agricola sia come opifici per la produzione di materiali per l’edilizia, ed oggi lasciati andare al loro destino. E’ una sorta di ricerca che vuole riportare alla ribalta uno spaccato di territorio che dal 1951 in avanti, anno dell’alluvione del Po, ha subito modificazioni urbanistiche e sociali di grande rilievo. Il territorio su cui si sviluppa il fiume Po in provincia di Rovigo va da Melara, primo comune rodigino ad essere toccato dal grande fiume, una volta lasciate le terre mantovane, per passare alle zone a ridosso di Occhiobello, confine naturale con la provincia di Ferrara e giungere così nelle tragiche aree di Polesella, teatro principale della storica alluvione del ’51. Il viaggio si snoderà quindi nei comuni di Papozze, Corbola, Taglio di Po per immergersi sempre più nel Delta rodigino con Porto Viro, Porto Tolle e le varie “isole” della Donzella, di Albarella, della Sacca di Scardovari fino al Mare. Sul fronte dell’Adige il nostro percorso avrà inizio da Badia Polesine, nell’alto Polesine a confine con i paesi del basso veronese per svilupparsi verso Lendinara e la zona di Campo Marzo, Lusia, Concadirame fino a Boara Polesine, lato di confine del territorio di Rovigo. Il viaggio si snoderà attraverso i Comuni di San Martino di Venezze e Pettorazza Grimani per poi sfociare in territorio veneziano passando da Cavarzere e giungere nelle parti di Rosolina prima di finire nel Mare Adriatico.
Dott. Paolo Bellini
Articolo scritto da redattore
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