Le imposte e le tasse sull’acquisto della casa
Quanto incidono le tasse nella compravendita immobiliare
Le imposte e le tasse sull’acquisto della casa
3% in aggiunta sul prezzo, da privato e 4% di Iva per l’acquisto da impresa.
di Paolo Bellini
Dopo aver analizzato gli aspetti principali che “governano” l’acquisto di un immobile ecco di seguito uno schema interessante ed utile per sapere quanto incidono le imposte e le tasse. Infatti oltre al prezzo di acquisto bisogna fare i conti con altri costi: primi fra tutti le tasse ed il notaio, ed ai fini della corretta identificazione delle imposte da pagare è necessario distinguere due diverse ipotesi di acquisto:
• L’acquisto dell’abitazione principale che è soggetto ad un regime fiscale di favore che prevede l’applicazione dell’imposta di registro, o alternativamente dell’IVA, con aliquota ridotta e delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.
• L’acquisto di una casa di abitazione cosiddetta “seconda casa” è soggetto all’imposta di registro e all’IVA in misura ordinaria.
Entrambe le tipologie di acquisto si differenziano a seconda che il venditore sia un privato o un soggetto Iva.
Ricordiamo che dal 1° Gennaio 2002 chi vende un immobile non dovrà più corrispondere l’Invim, per cui le spese a carico del venditore nella compravendita di un bene immobile sono di fatto nulle. Tuttavia ai fini Irpef è necessario tener presente che costituiscono reddito e quindi sono soggette ad imposizione le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati da non più di cinque anni.
Ecco di seguito lo schema che abbiamo elaborato che evidenzia un imposta di registro al 3% da aggiungere sul prezzo dichiarato nell’atto notarile, per l’acquisto della prima casa da privato e del 4% di Iva per l’acquisto, invece, da impresa.
Sul prossimo articolo riporteremo i costi notarili e quelli per accendere un mutuo ipotecario finalizzato all’acquisto della casa.
Quanto incidono le tasse nella compravendita immobiliare
3% in aggiunta sul prezzo, da privato e 4% di Iva per l’acquisto da impresa.
di Paolo Bellini
Dopo aver analizzato gli aspetti principali che “governano” l’acquisto di un immobile ecco di seguito uno schema interessante ed utile per sapere quanto incidono le imposte e le tasse. Infatti oltre al prezzo di acquisto bisogna fare i conti con altri costi: primi fra tutti le tasse ed il notaio, ed ai fini della corretta identificazione delle imposte da pagare è necessario distinguere due diverse ipotesi di acquisto:
• L’acquisto dell’abitazione principale che è soggetto ad un regime fiscale di favore che prevede l’applicazione dell’imposta di registro, o alternativamente dell’IVA, con aliquota ridotta e delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.
• L’acquisto di una casa di abitazione cosiddetta “seconda casa” è soggetto all’imposta di registro e all’IVA in misura ordinaria.
Entrambe le tipologie di acquisto si differenziano a seconda che il venditore sia un privato o un soggetto Iva.
Ricordiamo che dal 1° Gennaio 2002 chi vende un immobile non dovrà più corrispondere l’Invim, per cui le spese a carico del venditore nella compravendita di un bene immobile sono di fatto nulle. Tuttavia ai fini Irpef è necessario tener presente che costituiscono reddito e quindi sono soggette ad imposizione le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati da non più di cinque anni.
Ecco di seguito lo schema che abbiamo elaborato che evidenzia un imposta di registro al 3% da aggiungere sul prezzo dichiarato nell’atto notarile, per l’acquisto della prima casa da privato e del 4% di Iva per l’acquisto, invece, da impresa.
Sul prossimo articolo riporteremo i costi notarili e quelli per accendere un mutuo ipotecario finalizzato all’acquisto della casa.
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