Parti comuni

Demolizione in condominio

giovedì 5 ottobre , 2017

demolizione

La demolizione compromette l’equilibrio dell’edificio

In condominio può succedere che un singolo condomino, esegua degli interventi architettonici che compromettono l’equilibrio statico dell’edificio; in tal caso la Corte di Cassazione, ha stabilito di recente, con la sentenza numero 20288 del 2017, che il condominio possa ottenere la condanna dello stesso, a demolire, e la relativa azione non è soggetta a prescrizione.

Si tratta di un’ipotesi di accertamento negativo del diritto di sopraelevare, privo di uno dei presupposti della sua esistenza.

La fattispecie

L’opera posta in essere dal condomino, comportava l’alterazione dell’aspetto architettonico dell’edificio, dovuto alla sopraelevazione eseguita dal proprietario dell’appartamento all’ultimo piano.

Il resto dei condomini, si rivolgeva al Giudice, per la condanna dell’uomo alla demolizione della sopraelevazione e al pagamento delle spese relative alle modifiche.

La domanda dei condomini venne accolta ampiamente in primo grado, ma in appello, gli attori avevano visto ridimensionare le loro pretese.

La Corte d’Appello confermava la demolizione, ma rigettava le domande di risarcimento dei danni e di condanna al pagamento delle quote condominiali aggiuntive.

L’azione non soggiace a prescrizione

La Corte di Cassazione respinse le motivazioni del condomino dell’ultimo piano, che aveva posto in essere l’opera, contro la condanna alla demolizione, che tentò di eccepire la prescrizione dell’azione di restitutio in integrum esperita dai suoi vicini.

La Cassazione evidenziava che è necessario distinguere tra il caso in cui la sopraelevazione del proprietario dell’ultimo piano modifichi l’aspetto architettonico dell’intero edificio, e il caso in cui ad essere compromesse siano le condizioni statiche dell’edificio.

Nel primo caso, l’azione diretta ad ottenere la demolizione, è soggetta al termine di prescrizione ventennale. Nell’altro caso, se è la staticità ad essere compromessa, l’azione è imprescrittibile, in quanto la stessa è tesa a far valere l’inesistenza del diritto di sopraelevare in difetto di un presupposto della sua stessa esistenza.

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