Parti comuni

Decoro architettonico dell’edificio condominiale – Prima Parte

mercoledì 18 ottobre , 2017

decoro architettonico

Decoro architettonico: bene comune

Il decoro architettonico del condominio, è un bene comune che interessa particolarmente il condominio stesso, nonostante non sia  espressamente indicato nell’articolo 1117 codice civile.

Il decoro è difficilmente inquadrabile a livello teorico, ed è difficile anche l’individuazione di una eventuale lesione o modifica.

Il decoro architettonico, è un  valore relativo all’esistenza dell’edificio condominiale, misurato in relazione alle caratteristiche specifiche del singolo fabbricato, il quale ha una propria ed unica dignità estetica.

Caratteristiche del decoro architettonico

Ciò comporta che, diversamente da altri beni comuni, una volta cessato il “vincolo di destinazione“, possono essere dismessi o meno dai condomini all’unanimità, così non è per il decoro architettonico.

Infatti non può essere ceduto, in quanto intimamente unito alla struttura stessa del fabbricato.

Il  Codice civile non da una definizione di decoro architettonico, ma semplicemente stabilisce che le innovazioni non possono alterarlo; per tale ragione sono intervenute la giurisprudenza e la dottrina per darne una definizione.

La definizione di decoro della Cassazione

Secondo la Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 1472 del 1965), il decoro architettonico, è “l’insieme delle linee e dei motivi architettonici e ornamentali che costituiscono le note uniformi dominanti ed imprimono alle varie parti dell’edificio stesso nel suo insieme, dal punto di vista estetico, una determinata fisionomia, unitaria ed armonica, e dal punto di vista architettonico una certa dignità più o meno pregiata e più o meno apprezzabile. Esso è opera particolare di colui che ha costruito l’edificio e di colui che ha redatto il progetto, ma una volta ultimata la costruzione costituisce un bene cui sono direttamente interessati tutti i condomini e che concorre a determinare il valore sia delle proprietà individuali che di quella collettiva sulle parti comuni“. Tale definizione è stata confermata anche da sentenze più recenti, come la numero 851 del 2007: “l’estetica del fabbricato, data dall’insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia ed una specifica identità“.

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