Parti comuni

DECORO ARCHITETTONICO – SECONDA PARTE

giovedì 19 ottobre , 2017

decoro architettonico

Il decoro architettonico riguarda tutti i condomini

Il decoro architettonico, non fa riferimento solo agli immobili di pregio o con particolari decorazioni, ma anche agli immobili meno sofisticati, quali i c.d. “condomini normali”.
La Cassazione nel 2008, con sentenza n. 8830, infatti sostenne che il decoro architettonico, è presente anche laddove “possa individuarsi nel fabbricato una linea armonica, sia pure estremamente semplice, che ne caratterizzi la fisionomia”.
Il decoro è un concetto che può riguardare anche la parte interna di un condominio, come pianerottoli, le scale, e in generale, tutto quello che riguarda la linea armonica interna, e non può subire modifiche senza tenere presenti le maggioranze indicate nel codice civile.

La maggioranza richiesta

La legge in tal senso non fa un riferimento preciso, ma l’ultimo comma dell’articolo 1120 codice civile, vieta le innovazioni che, possano cagionare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza dello stesso, alterare il decoro architettonico o rendere talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino, anche se sono migliorative o accrescitive del valore del fabbricato stesso.
Le innovazioni, devono essere votate, dalla maggioranza dei partecipanti al condominio che rappresentino i 2/3 del valore dell’edificio, di conseguenza, una simile maggioranza, non è sufficiente per rendere valida una delibera modificativa del decoro architettonico.
Per la modifica del decoro è dunque necessaria una votazione, unanime da parte di tutti i partecipanti al condominio.

La lesione del decoro architettonico

In caso di violazione del decoro architettonico, la tutela può essere esercitata sia dall’amministratore che dal singolo condomino autonomamente, attraverso l’impugnazione della relativa delibera di assemblea, nei termini e nelle modalità indicate dall’articolo 1137 codice civile
Una volta impugnata la delibera e instaurato il giudizio, la constatazione dell’avvenuta lesione del decoro architettonico è demandata al giudice del merito, secondo un apprezzamento che, in presenza di adeguata e precisa motivazione, è insindacabile in sede di legittimità.

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