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Fioriere, balconi e parapetti sono beni comuni – Prima Parte

martedì 24 ottobre , 2017

beni comuni

Le spese di manutenzione vengo divise tra tutti i condomini

Rientrano nella categoria dei beni comuni, ex articolo 1117 codice civile, salvo titolo contrario, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, la funzione del balcone è quella di permette al proprietario dell’appartamento di affacciasi, consente dunque l’esercizio del diritto di veduta, e esso costituisce parte dell’abitazione,  talvolta è addirittura un prolungamento della stessa.

E’ consolidato, che i rivestimenti della parte frontale e inferiore, quelli decorativi di fioriere, balconi e parapetti di un condominio, hanno una funzione estetica per l’edificio, e quindi vengono incluse tra le parti comuni, di cui all’articolo 1117 codice civile. Di conseguenza le spese di manutenzione, vengono ripartite  tra tutti i condomini, in proporzione ai millesimi di proprietà di ciascuno.

Ciò è confermato anche dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 21641, del settembre 2017.

Il caso concreto

Un condomino (si trattava di una società) citava in giudizio il condominio, chiedendo che venisse annullata, la delibera che stabiliva l’intervento di manutenzione e riparazione dei frontalini e delle fioriere dei balconi, e i relativi costi, che venivano distribuiti tra tutti i condomini.

Il condominio chiedeva il rigetto della domanda e, inoltre l’accertamento che il condomino fosse tenuta al pagamento delle spese comuni.

La decisione in primo grado e in appello

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello rigettavano la domanda, in quanto a nulla valeva il riferimento all’articolo 1 del regolamento condominiale: “i proprietari dei balconi e dei terrazzi dovessero attenersi alle deliberazioni dell’assemblea circa la loro conservazione e manutenzione in perfetta uniformità di consistenza e di estetica”, in quanto la norma regolamentare si riferiva ai beni di proprietà esclusiva dei singoli condomini.

Venne proposto dunque ricorso avanti alla Corte di Cassazione, sostenendo la non corretta interpretazione del regolamento condominiale, la Corte concluse rigettando il ricorso e condannando la società condomino, al rimborso in favore del condominio delle spese del giudizio di legittimità.

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