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Tabelle millesimali del condominio

giovedì 26 ottobre , 2017

tabelle millesimali

La redazione delle tabelle millesimali: elementi

La redazione delle tabelle millesimali di condominio, prevede la considerazione di alcuni elementi, che la Corte di Cassazione che con ordinanza n. 21043 del 2017, ha riassunto.

Si tratta di aspetti da prendere in considerazione, per la redazione delle stesse in maniera puntuale.

La vicenda trattata dalla Cassazione

La Corte di Cassazione, in occasione di apposita domanda di revisione delle tabelle millesimali di un condominio, fatta da alcuni condomini, che si rivolsero alla stessa, per tutelarsi contro la decisione del giudice di merito che: “nel valutare la sussistenza o meno di variazioni nella quota – di loro pertinenza – ha imposto al consulente nominato di non valutare, ai fini della determinazione dei valori di piano con riguardo alle unità immobiliari interessate dalle trasformazioni, i vani esterni alle proiezioni verticali del fabbricato ed alcune pertinenze, escludendoli dunque dal computo.

La Cassazione sostenne la tesi dei condomini, sottolineando che “il giudice investito della domanda di revisione delle tabelle millesimali deve computare i valori di tutte le porzioni, tenendo conto di tutti gli elementi oggettivi (superficie, altezza di piano, luminosità, esposizione) che incidono sul valore effettivo di esse“.

Il principio affermato dai giudici di legittimità

Di conseguenza, la Suprema Corte, ha affermato il principio in base al quale “ai fini della redazione delle tabelle millesimali di un condominio, per determinare il valore di ogni piano o porzione di piano occorre prendere in considerazione sia gli elementi intrinseci dei singoli immobili oggetto di proprietà esclusiva che gli elementi estrinseci, nonché le eventuali pertinenze delle proprietà esclusive, in quanto consentono un migliore godimento dei singoli appartamenti al cui servizio ed ornamento sono destinati in modo durevole, determinando un accrescimento del valore patrimoniale dell’immobile“.

La Corte di Cassazione accolse il ricorso dei condomini, con rinvio ad altra sezione della corte d’appello.

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