Curiosità

Topi e umidità in casa? Persiste l’obbligo di pagare l’affitto

martedì 31 ottobre , 2017

topi

Il conduttore non può sospendere il pagamento del canone

Il Tribunale di Roma, con sentenza dello scorso giugno, la numero 11906, si pronunciò su un caso in cui il conduttore sospendeva il pagamento del canone di locazione per alcuni mesi, perché nell’immobile vi era umidità (da perdite d’acqua in bagno) e topi; il conduttore non aveva goduto della casa, incompatibile con la salute del figlio.

Per tutelarsi, il locatore intimava lo sfratto per morosità e chiedeva il pagamento dei canoni scaduti.

Lo sviluppo della vicenda

Venne emessa l’ordinanza di rilascio dell’appartamento, e successivamente il conduttore si costitutiva in giudizio, e sollevava l’eccezione di inadempimento, prevista all’articolo 1460 del codice civile, in quanto il locale locato era inutilizzabile a causa dei vizi originari, il mancato pagamento dunque era motivato dall’inadempimento del locatore.

Il giudice di primo grado, sostenne che l’eccezione di inadempimento non poteva essere sollevata dal conduttore, soprattutto sulla base di una disposizione del contratto di locazione, la quale prevedeva  che il conduttore non possa  sospendere o ritardare il pagamento dei canoni sulla base delle proprie pretese od eccezioni.

Il riferimento alle sentenze della Cassazione

Inoltre il Tribunale fece riferimento ad alcune pronunce della Cassazione, secondo le quali, il conduttore è legittimato sospendere l’adempimento della propria obbligazione, solo se manca completamente la controprestazione del locatore.

Dagli atti risultava che gli inadempimenti erano riconducibili a terzi, infatti la presenza dei topi nell’appartamento dipendeva da una infestazione condominiale che interessava le intercapedini murarie, perciò responsabile era il condominio.

L’umidità, derivava dalla rottura delle tubazioni del bagno dell’appartamento sovrastante, responsabile era il rispettivo proprietario.

Le conclusioni

Il locatore non è dunque obbligato, a garantire il conduttore dalle molestie di terzi, come prevede l’articolo 1585, secondo comma, codice civile.

Il conduttore può agire verso i terzi in nome proprio, lo stesso per il proprietario.

Il Tribunale di Roma accoglieva la domanda attorea, e dichiarava la risoluzione del contratto di locazione per colpa del conduttore; confermava l’ordinanza di rilascio dell’immobile.

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