Giudici

Suonare il campanello insistentemente in condominio

venerdì 1 dicembre , 2017

suonare il campanello

Si tratta di reato di molestie

La Corte di Cassazione, sezione penale, con sentenza numero 26336 del 2017, ha confermato la condanna di un soggetto, sancita dal giudice del merito per aver usato in maniera incontrollata il campanello dell’appartamento di una signora, causando a quest’ultima una “condizione di disagio” e “alterandone le normali condizioni di tranquillità“.

Infatti la Corte di Cassazione, ha stabilito che la condotta di chi suona più volte in maniera insistente il campanello del vicino di casa, può costituire molestia o disturbo alle persone.

Il reato rappresentato da molestie o disturbo alle persone, può essere costituito da una serie di comportamenti o azioni, come ad esempio il suonare senza limiti il campanello del vicino.

La condotta del reato

Il comportamento tenuto dell’uomo, con il suono del campanello ripetuto e insistente, ha assunto  rilievo per la Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna, in particolare facendo riferimento al tempo e al modo della condotta.

L’imputato ha agito in maniera molesta per un periodo di tempo prolungato, e con caratteristiche articolate, e oltre al suono del campanello dell’abitazione si era verificata anche la rottura di diversi vasi di fiori sul pianerottolo.

Si trattava di una condotta idonea ad arrecare molestia e disturbo alla persona offesa, così da motivare la condanna al pagamento di un’ammenda a titolo di risarcimento della vittima.

Il carattere del “luogo aperto al pubblico

La Corte di Cassazione, ha sottolineato che per la configurabilità del reato di molestie o disturbo, un luogo può essere inteso come aperto al pubblico, quando allo stesso possono accedere tutti, in determinati momenti o anche quando può accedervi una categoria di persone che abbia determinati requisiti.

Di conseguenza si può includere in questa nozione anche l’androne di un palazzo, la scala comune a più abitazioni e, allo stesso modo, il pianerottolo ove nel caso di specie si era consumata la condotta dell’imputato.

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