Giudici

Cattivi odori della canna fumaria in condominio

giovedì 14 dicembre , 2017

Come ci si può tutelare?

Coloro che sono costretti a convivere con i cattivi odori provenienti dalla canna fumaria dei vicini, devono essere risarciti dei danni, conseguenza delle sgradevoli immissioni.

La Corte di cassazione, con sentenza numero 50620 del novembre 2017, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai proprietari di un appartamento dalla cui canna fumaria provenivano cattivi odori.

La Suprema Corte, infatti li condannava al risarcimento del danno, già stabilito dalla Corte d’Appello, con sentenza ritenuta congrua nella motivazione ed immune da vizi logici.

In particolare si accertava l’esistenza di una fessurazione nella canna fumaria dell’abitazione dei ricorrenti, ad un metro circa, di distanza dall’appartamento dei vicini di casa danneggiati.

La fessurazione e le testimonianze sul cattivo odore proveniente dalla canna fumaria bastavano per la condanna.

L’orientamento dei Giudici di Legittimità

I ricorrenti, lamentavano l’assenza di un accertamento concreto dei limiti di normale tollerabilità previsti dall’articolo 844 del codice civile, ma per la Cassazione, erano sufficienti: la video ispezione, che accertava la presenza della fessurazione, e le deposizioni dei testimoni che avevano confermato la “regolare e costante provenienza dalla stessa di odori di cucina sgradevoli“.

Sullo stesso accadimento, si erano svolti altri giudizi, penali e civili, che si erano conclusi a seguito di accertamenti tecnici con decisioni conformi a quella impugnata.

Conclusioni

I ricorrenti si rivolsero alla Corte di Cassazione chiedendo, una rivisitazione del materiale probatorio già correttamente valutato dal giudice del merito. La loro richiesta era inammissibile, sotto questo aspetto così come in relazione agli altri motivi prospettati, e la condanna al risarcimento dei danni resta.

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