Parti comuni

Fumare in condominio è vietato – Prima Parte

venerdì 15 dicembre , 2017

La portata generale del divieto di fumo

In Italia, dal 2003 esiste il divieto di fumo in tutti i locali chiusi, fatta eccezione per apposite aree riservate ai fumatori  e dei luoghi privati non aperti al pubblico.

Per recepire il contenuto della direttiva 2014/40/UE, sono state introdotte ulteriori restrizioni; con il d.lgs. n. 6 del 2016, infatti il divieto è stato esteso anche alle pertinenze esterne delle strutture universitarie, ospedaliere, presidi ospedalieri e pediatrici, alle pertinenze esterne dei reparti di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria, il divieto di fumo riguarda anche il conducente di autoveicoli, e i passeggeri a bordo degli stessi, quando siano presenti minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza.

Il divieto di fumo in condominio

Per quanto riguarda le aree condominiali, in particolare scale, giardino, garage, le c.d. parti comuni, che sono in comunione a tutti i condomini, bisogna ricordare che l’articolo 1102 del codice civile, dedicato alla comunione, ma applicabile anche al condominio, prevede che ciascun partecipante possa servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Il Ministro della Salute ha precisato nella nota 1505 del 24 gennaio 2005, che le disposizioni antifumo si applichino anche a tali ambienti, in quanto ai condomini deve essere garantito il rispetto del diritto alla salute, fondamentale diritto indisponibile dell’individuo e interesse generale della collettività, costituzionalmente garantito nonché ispiratore della normativa antifumo, volta a tutelare dal fumo passivo i soggetti non fumatori.

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