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Odori sgradevoli degli animali in condominio

martedì 19 dicembre , 2017

Si configura il reato ex articolo 674 codice penale

Odori sgradevoli all’interno del condominio, correlati alla presenza di un animale domestico, sono un problema molto frequente.

In particolare se il proprietario dell’animale, non pulisce le deiezioni, può configurarsi un comportamento che rileva anche a fini penali.

La Corte di Cassazione, infatti, con sentenza n. 35566 del 2017, nonostante l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per prescrizione del reato, ha confermato che il comportamento degli imputati  fosse perseguibile penalmente.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale condannava i due imputati in concorso, per il reato di cui all’articolo 674 codice penale, che punisce anche chi provoca emissioni di gas, vapori o fumo, potenzialmente offensivi o che possono imbrattare o molestare persone.

Nel caso specifico si trattava di esalazioni moleste, che provenivano dalle deiezioni canine, nel giardino confinante delle parti civili.

Il reato era prescritto, ma la Cassazione evidenziava che in tema di getto pericoloso di cose, la contravvenzione prevista dall’articolo 674 codice penale, si configura anche nell’ipotesi di emissioni moleste “olfattive” che superino il limite della normale tollerabilità ex articolo 844 del codice civile.

La responsabilità dei condomini

Il Tribunale sosteneva la responsabilità degli imputati, con riferimento al reato di cui all’ articolo 674 codice penale, quanto alla configurabilità della fattispecie doveva ritenersi integrata sia per l’entità delle esalazioni maleodoranti, dovuta alla presenza di vari animali di grossa taglia nel cortile degli imputati, cortile confinante con quello delle persone offese.

Gli imputati non hanno tenuto un comportamento tale da evitare disturbi e molestie ai vicini. Il Giudice di merito, aveva motivato ritenendo configurato il reato, in quanto le deiezioni canine e la cattiva pulizia degli animali, aveva provocato nel cortile attiguo esalazioni che superavano la normale tollerabilità.

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