Codice

Decoro architettonico del condominio – Prima Parte

mercoledì 20 dicembre , 2017

La disciplina del codice civile

L’articolo 1120 del codice civile, tratta incidentalmente, il tema del decoro architettonico in condominio, vietando le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza del fabbricato ovvero che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

Inoltre, anche l’articolo 1127 codice civile, al 3° comma, parlando di costruzione sopra l’ultimo piano dell’edificio, fa riferimento al decoro architettonico, in quanto prevede come i condomini possono opporsi alla sopraelevazione, se pregiudica l’aspetto architettonico dell’edificio ovvero diminuisce notevolmente l’aria o la luce dei piani sottostanti.

L’articolo 1122 codice civile, prevede anche che per l’unità immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti destinate all’uso comune, il condomino non può fare interventi che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio.

Il successivo articolo 1122 bis codice civile, inoltre, determina come l’installazione di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, deve in ogni caso preservare il decoro architettonico dell’edificio.

Definizione di decoro architettonico della giurisprudenza

Non esiste una vera e propria definizione legislativa, ma solo cenni nelle varie norme, per cui la giurisprudenza ha definito cosa sia il decoro architettonico: l’estetica data dall’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che costituiscono la nota dominante dell’edificio imprimendo allo stesso una sua armoniosa fisionomia.

La definizione di aspetto architettonico individuato dall’articolo 1127 codice civile, è diversa da quella prevista dagli articoli 1120, 1122 e 1122 bis codice civile, “dovendo l’intervento edificatorio in sopraelevazione comunque rispettare lo stile del fabbricato e non rappresentare una rilevante disarmonia in rapporto al preesistente complesso, tale da pregiudicarne l’originaria fisionomia ed alterare le linee impresse dal progettista, in modo percepibile da qualunque osservatore. Il giudizio relativo all’impatto della sopraelevazione sull’aspetto architettonico dell’edificio va condotto, in ogni modo, esclusivamente in base alle caratteristiche stilistiche visivamente percepibili dell’immobile condominiale” (Cassazione, sentenza n. 16258 del 2017).

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