Posti macchina condominiali

Prolungamento della corsa dell’ascensore – Prima Parte

lunedì 8 gennaio , 2018

Il singolo condomino lo può fare a sue spese

Con sentenza n.  2145 del 2017, la Corte d’Appello di Milano, ha stabilito che l’intervento di prolungamento della corsa dell’ascensore, dal quarto al quinto piano dell’immobile condominiale, che il condomino interessato, voglia porre in essere a proprie spese, viene regolato dalla disciplina dell’uso della cosa comune, prevista dall’articolo 1102 codice civile.

Il proprietario di un appartamento del quinto piano, si rivolese all’assemblea del condominio per poter innalzare l’impianto di ascensore, che raggiungeva solo il quarto piano dello stabile; successivamente impugnava la delibera assembleare che rigettava la sua richiesta di prolungamento dell’ascensore.

La decisione dei giudici

La Corte d’Appello di Milano, confermava la decisione di primo grado, sottolineando che il condomino era legittimato alla domanda di innalzamento dell’ascensore (come di prolungamento della scala) fino al quinto piano, in modo che ne traesse utilità la rispettiva unità immobiliare.

La Corte evidenziava che nel momento in cui un edificio subisce mutamenti nella composizione dei vani posti al suo ultimo piano, come nel caso specifico, dove i solai vennero trasformati in abitazioni, ciò può comportare l’insorgere di esigenze nuove relative alle parti comuni, come l’ascensore posto originariamente non a servizio di tutti i piani.

La conformità al dettato normativo

Tale intervento non si trova in contrasto con l’articolo 1102 codice civile, in quanto non comporta il mutamento della destinazione delle parti comuni, né rappresenta un’innovazione alla luce dell’articolo 1120 codice civile.

Venne dunque dichiarata nulla la delibera assembleare che rigettava la richiesta del condomino di realizzare, a proprie spese, il prolungamento dell’ascensore e della scala dal quarto al quinto piano, sostenendo che fosse necessaria una maggioranza dei due terzi dell’edificio.

La Corte d’Appello inoltre confermava la validità, del punto della delibera assembleare impugnata, che aveva deciso l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici sul lastrico solare comune, dovendosi bilanciare gli interessi del singolo condomino che voglia fare di tale bene un utilizzo diverso, con le esigenze collettive degli altri partecipanti.

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