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Rendiconto approvato tardivamente in condominio – Ultima Parte

venerdì 12 gennaio , 2018

L’orientamento della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 28764 del 2017, ha confermato l’orientamento in base al quale è inammissibile il ricorso in Cassazione, contro il decreto di revoca dell’amministratore che, può essere impugnato solo nella parte inerente la statuizione sulle spese del giudizio di revoca.

Inoltre conferma che “in materia di liquidazione delle spese giudiziali, il giudice d’appello, nel caso di rigetto del gravame, non può, in mancanza di uno specifico motivo di impugnazione, modificare la statuizione sulle spese processuali di primo grado”.

Il procedimento di revoca

Il procedimento di revoca dell’amministratore di condominio, ha come finalità quella di “assicurare una rapida ed efficace tutela ad una corretta gestione dell’amministrazione condominiale, a fronte del pericolo di grave danno derivante da determinate condotte dell’amministratore”.

Il procedimento si caratterizza per la rapidità e per l’ufficiosità, e la decisione deve essere prese “sentito l’amministratore in contraddittorio con il ricorrente”, a norma dell’articolo 64, comma 1, disp. att., codice civile.

Il provvedimento è reclamabile avanti la Corte d’Appello, entro dieci giorni dalla notificazione o dalla comunicazione (come previsto dall’articolo 64, comma 2, disp. att, codice civile), ma contro tale provvedimento, è inammissibile il ricorso per Cassazione ai sensi dell’articolo 111 della Costituzione, considerata la natura del provvedimento di volontaria giurisdizione.

L’ammissibilità del ricorso in Cassazione

Il ricorso sarà possibile solo contro la statuizione relativa alla condanna al pagamento delle spese del procedimento stesso, in quanto trattasi di posizioni giuridiche soggettive di debito e credito, discendenti da un rapporto obbligatorio autonomo.

Il provvedimento del Tribunale non ha alcuna efficacia decisoria e lascia salva all’amministratore revocato, la possibilità di chiedere la tutela giurisdizionale del diritto provvisoriamente inciso, facendo valere le sue ragioni attraverso un processo a cognizione piena.

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