Regole e adempimenti

Principio di parziarietà delle obbligazioni condominiali

lunedì 15 gennaio , 2018

L’orientamento consolidato confermato dalla Corte di Cassazione

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza numero 14530 dell’ottobre 2017, confermava un consolidato orientamento giurisprudenziale in tema di condominio, avente ad oggetto il principio di parziarietà delle obbligazioni condominiali.

Le obbligazioni assunte dall’amministratore nell’interesse del condominio, vengono imputate ai singoli componenti in proporzione alle rispettive quote.

Non esiste una previsione normativa che stabilisca il principio di solidarietà in condominio, ma la responsabilità dei condomini è basata sul principio della parziarietà, e i criteri che la determinano sono simili a quelli che gli articoli 752 e 1295 del codice civile dettano per le obbligazioni ereditarie.

Il caso affrontato dalla Cassazione

La Corte di Cassazione si pronunciava sul fatto di un artigiano, che otteneva dall’autorità giudiziaria, decreto ingiuntivo per il pagamento delle somme che doveva riscuotere, per i lavori effettuati per un condominio; l’atto veniva poi notificato a un solo condomino insieme al precetto pro quota.

Il condomino si oppose dimostrando di aver pagato all’amministratore quanto dovuto per i lavori.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte, sottolineava le ragioni del condomino, ricordando che il creditore può agire verso il singolo proprietario, oltre che a seconda dei millesimi dallo stesso posseduti, solo fino a quando questi non abbia pagato la propria quota all’amministratore.

Il sorgere delle obbligazioni

Quando l’amministratore stipula un contratto con un soggetto terzo, si generano due differenti obbligazioni: la prima riguarda l’intero debito e fa capo al condominio, la seconda si riferisce alle singole quote ed è riferibile ai singoli condomini.

L’azione diretta avviata dal terzo creditore, necessita come presupposto fondamentale, che questi non abbia pagato la sua quota dovuta all’amministratore ai sensi dell’articolo 1123 codice civile, sino ancora al momento in cui il giudice emette sentenza di condanna.

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