Ripartizione delle spese

Esonero dalle spese per il costruttore

lunedì 29 gennaio , 2018

La decisione del Giudice di primo grado

Nell’ambito del diritto condominiale, il Tribunale di Larino, ha pronunciato un’importante sentenza: numero 483 del 2017, la quale chiarisce particolari aspetti sulla predisposizione del regolamento condominiale da parte dell’impresa che ha costruito l’immobile condominiale.

In particolare il Tribunale, si è pronunciato sulla vicenda di un’impresa che, dopo la costruzione di un condominio, aveva venduto alcune unità a singoli condomini, indicando esplicitamente nei contratti di compravendita, un regolamento condominiale unilateralmente predisposto.

In esso, si stabiliva il totale esonero dalla partecipazione alle spese condominiali per il costruttore, con riferimento alle unità immobiliari invendute e sino al momento della loro vendita.

Dopo 12 anni dalla prima compravendita, gli appartamenti invenduti erano ancora 12, cioè la metà delle unità immobiliari.

L’impresa, aveva una posizione dominante in assemblea, senza però partecipare alle spese comuni.

L’orientamento della giurisprudenza

Il Tribunale di Larino, sottolineava innanzitutto, che “i regolamenti condominiali predisposti dai costruttori e accettati dai condomini con la conclusione dei singoli contratti di compravendita hanno natura contrattuale e possono derogare o integrare la disciplina di legge in materia condominiale”.

In merito alle spese condominiali, il codice civile prevede la possibilità di stringere accordi che derogano al contenuto dell’articolo 1123; la giurisprudenza, ha inoltre riconosciuto la possibilità di ripartire le spese in maniera diversa da quella prevista dalla legge, ma anche di prevedere l’esenzione totale o parziale per taluno dei condomini.

Nel caso in questione, i condomini erano qualificati come consumatori, infatti, i contratti di compravendita, erano stati conclusi con l’impresa, per fini abitativi.

Di conseguenza, la clausola che escludeva dalle spese il costruttore, era vessatoria; causando uno “squilibrio significativo tra i diritti e gli obblighi in senso sfavorevole al contraente consumatore in relazione al concreto assetto degli interessi raggiunto tra le parti“.

La clausola, venne dichiarata nulla.

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