Curiosità

Cattivi odori dalla canna fumaria

martedì 30 gennaio , 2018

L’orientamento della Cassazione

La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza numero 50620 del novembre scorso, in tema di cattivi odori provenienti dalla canna fumaria dei vicini, dichiarava inammissibile il ricorso presentato dai condomini proprietari di un appartamento condominiale.

I condomini vicini, erano infatti costretti a sopportare ogni giorno, i cattivi odori derivanti dalla canna fumaria di questi ultimi.

I giudici di legittimità, confermavano la condanna al risarcimento del danno, sancita dalla Corte d’Appello, contro i proprietari dell’appartamento incriminato.

Motivazione congrua e senza vizi

La Cassazione ritenne la motivazione congrua e senza vizi di carattere logico, in particolare a seguito della verifica dell’esistenza di una fessurazione nella canna fumaria, a servizio dell’abitazione dei ricorrenti, che si trovava a circa un metro di distanza dall’appartamento dei vicini di casa danneggiati.

La presenza della fessurazione sulla canna fumaria, vicino alla casa del danneggiato, e le testimonianze sul cattivo odore proveniente dalla canna fumaria, rappresentano elementi sufficienti per la condanna al risarcimento dei danni, conseguenti alle esalazioni sgradevoli.

La fattispecie concreta

Davanti alla Cassazione, le parti sottolineavano il mancato accertamento nel caso specifico, dei limiti di normale tollerabilità di cui all’articolo 844 del codice civile.

I giudici di legittimità,  ritennero che  ai fini della condanna, risultavano sufficienti i video di ispezione, con i quali si accertava la presenza della fessurazione, e le deposizioni dei testimoni, che confermavano la “regolare e costante provenienza dalla stessa di odori di cucina sgradevoli“.

I giudizi penali e civili, paralleli allo stesso, si conclusero, a seguito di accertamenti tecnici con decisioni conformi a quella impugnata.

I ricorrenti chiedevano, una rivisitazione del materiale probatorio, ma la Cassazione ne dichiarò l’inammissibilità, e confermava la condanna al risarcimento dei danni.

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