Certificazione Energetica

La certificazione energetica degli edifici. La situazione nel Piemonte

martedì 20 Ottobre , 2009

La certificazione energetica in Italia è stata introdotta dal D.Lgs. 192/2005, successivamente modificato ed integrato dal D.Lgs. 311/2006.
Il decreto nazionale recepisce la direttiva europea 2002/91/CE finalizzata alla valorizzazione ed integrazione delle fonti rinnovabili ed alla diversificazione energetica, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2 e di gas serra, secondo i dettami del Protocollo di Kyoto, del quale l’Italia risulta tra i paesi firmatari.
La Regione Piemonte, sulla scorta di quanto stabilito dal decreto nazionale che demanda alle regioni il compito di predisporre propri regolamenti, ha emanato la L.R. 28 maggio 2007, n.13, affrontando il tema della certificazione energetica e della diagnosi energetica dell’edificio/immobile, dando indicazioni su possibili interventi migliorativi dal punto di vista energetico, con una conseguente riduzione dei consumi ed una valutazione dei costi relativi.
Attualmente sono in via di definizione le linee guida attuative che ne permetteranno interamente la sua applicabilità ma il Certificato Energetico degli edifici o l’Attestato di Qualificazione Energetica è già da tempo una realtà.
Con l’emanazione dell’emendamento all’art. 35 del Decreto Legge n.112 del 25/06/2008, come aggiunto dalla Legge di conversione 06/08/2008, n. 133, in vigore dal 22 agosto 2008, il Governo ha apportato alcune modifiche sostanziali al D.Lgs. 192/2005, cancellando l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica (o qualificazione energetica) all’atto di compravendita di interi immobili o di singole unità immobiliari e l’obbligo, nel caso di locazioni, di mettere a disposizione del conduttore tale attestato (art. 6 commi 3 e 4). Decade inoltre la nullità del contratto in assenza di tali documenti (art.15 commi 8 e 9).
Secondo tale abrogazione anche in Piemonte, non essendo ancora in vigore le linee guida, non è obbligatorio allegare agli atti a titolo oneroso di edifici/immobili, a pena di nullità, l’attestato di Certificazione Energetica degli edifici (ACE) o l’Attestato di Qualificazione Energetica (AQE).
Tuttavia non viene cancellato l’obbligo di redigere tale attestato sia nel caso di compravendita che di locazione, previsto dall’art. 6 comma 1-bis del D.Lgs. 192/2005, alla luce dell’art. 7 comma 1 della Dir. 2002/91/CE, “Gli Stati membri provvedono a che, in fase di costruzione, compravendita o locazione di un edificio, l’attestato di certificazione energetica sia messo a disposizione del proprietario o che questi lo metta a disposizione del futuro acquirente o locatario, a seconda dei casi”.
Tale precisazione è doverosa per evitare confusioni ed erronee interpretazioni.
Inoltre la norma abrogatrice non modifica l’obbligo di predisposizione dell’attestato di certificazione energetica per accedere a incentivi e agevolazioni di qualsiasi specie.
A tal proposito si veda il testo del D.Lgs. 115/2008 con i recenti aggiornamenti che prevede contributi per la costruzioni ad alta efficienza energetica.
Non tocca l’obbligo di depositare in Comune l’attestato di certificazione, da parte del direttore dei lavori, contestualmente alla fine dei lavori. Viene invece abrogato l’articolo 13 del DM 37/2008 che disponeva di esplicitare nei rogiti la garanzia di conformità degli impianti.
Si ricorda che quando la normativa della Regione Piemonte entrerà in vigore a tutti gli effetti con l’emanazione delle linee guida, a meno di modifiche al momento non previste, sarà nuovamente obbligatorio allegare l’attestato di Certificazione Energetica (ACE) a tutti gli atti a titolo oneroso, pena il pagamento di una sanzione amministrativa da parte del venditore, da euro 1.000,00 ad euro 10.000,00, graduata sulla base della superficie utile dell’edificio (art. 20 della L.R. 13/2007).
L’Attestato di Certificazione Energetica è un documento che, sulla base di una diagnosi energetica, analizza le caratteristiche dell’involucro edilizio ed il relativo impianto termico, stabilisce il consumo di energia per il riscaldamento invernale, assegnando all’immobile una delle 7 classi di appartenenza energetica dell’immobile considerato, oltre a possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche del sistema edificio-impianto.
Dev’essere necessariamente predisposto ed asseverato da un professionista accreditato, estraneo alla proprietà, alla progettazione o alla realizzazione dell’edificio.
La validità massima è di 10 anni a partire dal suo rilascio ed è aggiornato ogniqualvolta vengano modificate le prestazioni dell’edificio o dell’impianto.
La certificazione energetica si compone di due documenti importanti:
– l’attestato di qualificazione energetica (AQE), rilasciato da un progettista o D.L., che garantisce il rispetto delle prescrizioni in sede di costruzione e ristrutturazione.
– l’attestato di certificazione energetica (ACE), che calcola sia il grado di efficienza dell’impianto di riscaldamento che i livelli di dispersione termica ed inserisce gli edifici in una classificazione basata su classi energetiche condivise su base europea.
Ad oggi, gli immobili che devono essere dotati di AQE rientrano nelle seguenti categorie:
1) edifici di nuova costruzione.
Si intendono tali quelli per i quali il permesso di costruire, o denuncia di inizio attività, sia stato presentato successivamente al giorno 8 ottobre 2005.
2) edifici già esistenti al giorno 8 ottobre 2005, di sup. netta calpestabile maggiore di 1.000 mq, per i quali siano state fatte opere di ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro. Vale anche in questo caso la presentazione del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività successiva al giorno 8 ottobre 2005 e l’alienazione può riguardare anche solo una unità immobiliare facente parte dell’edificio.
3) edifici già esistenti al giorno 8 ottobre 2005, di sup. netta calpestabile maggiore di 1.000 mq, che siano stati interamente demoliti e ricostruiti. Vale anche in questo caso la presentazione del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività successiva al giorno 8
ottobre 2005 e l’alienazione può riguardare anche solo una unità immobiliare facente parte dell’edificio.
4) edifici dotati di ACE o AQE per usufruire dei benefici fiscali al di là della gradualità temporale.
5) edifici pubblici o ad uso pubblico che siano dotati di ACE o AQE anche al di fuori della gradualità temporale, a seguito della stipula di un contratto di gestione di impianti termici o di climatizzazione.
6) edifici sia esistenti che di nuova costruzione, di sup. netta calpestabile maggiore di 1.000 mq, quando l’atto di trasferimento a titolo oneroso abbia come oggetto l’INTERO IMMOBILE (anche quando riguardino le singole unità immobiliari che da sole, siano si superficie utile maggiore di 1000 m).
7) edifici sia esistenti che di nuova costruzione, di qualsiasi superficie utile, anche maggiore di 1000 mq, quando l’atto di trasferimento a titolo oneroso abbia come oggetto l’intero immobile.

Fonte:Newspages
Stefania Prandi Architetto
Certificatore Energet

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