Certificazione Energetica

L’importanza del contenimento energetico nelle costruzioni. Seconda Parte

martedì 20 Ottobre , 2009

contenimento energeticoI decreti legislativi n. 192/2005 e n. 311/2006 hanno messo in evidenza la sempre maggiore importanza che viene ad assumere l’efficienza energetica degli edifici nell’ambito dei sistemi costruttivi edilizi che, unita all’obbligo di predisporre sistemi di produzione energetica alternativa nei nuovi organismi ed in quelli oggetto di ristrutturazione, finiranno anche per condizionare le modalità progettuali e l’aspetto estetico dei fabbricati di nuova costruzione e di quelli oggetto di ristrutturazione.
Un caso particolare, che deve essere considerato a parte di volta in volta, è quello costituito dagli immobili oggetto di vincolo ai sensi del D.L.gs. n. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), o sottoposti alle norme regionali e locali di tutela ambientale e paesaggistica.
Fra i vari risvolti conseguenti all’applicazione della nuova normativa si segnala l’obbligo della certificazione o qualificazione energetica, che deve essere inteso come strumento per una corretta gestione dell’immobile.
Inoltre costituisce un parametro necessario per la valutazione economica che potrà incidere nel mercato immobiliare. L’obbligo di ”certificazione energetica” sussiste per tutti gli edifici e unità immobiliari di nuova costruzione, mentre per quelli esistenti, alla data odierna è obbligatoria per tutti gli edifici, anche quelli di superficie utile fino a mq. 1.000, nel caso di trasferimento oneroso dell’intero immobile; dal 1° luglio 2009 sarà obbligatorio anche per tutte le unità immobiliari singole, sempre in caso di trasferimento oneroso o nel caso di locazione.
L’attestato di certificazione energetica o di rendimento energetico dell’edificio, è il documento redatto nel rispetto delle norme contenute nei decreti n. 192/2005 e n. 311/2006, attestante la prestazione energetica ed eventualmente alcuni parametri energetici caratteristici dell’edificio. Esso ha una validità temporale di dieci anni dal suo rilascio e deve essere aggiornato in occasione di ogni intervento di ristrutturazione che modifichi la prestazione energetica o dell’impianto.
Tale documento è sottoscritto da un tecnico abilitato alla progettazione di edifici ed impianti, iscritto al rispettivo ordine professionale, che non abbia preso parte alla progettazione o alla costruzione dell’opera (in conformità a quanto avviene per il collaudo delle strutture in cemento armato o metalliche).
Secondo la normativa in questione, devono essere emanate linee guida nazionali in merito alla certificazione energetica degli edifici, per tale motivo fino all’emanazione delle linee guida nazionali “l’attestato di certificazione energetica” può essere sostituito dall’”attestato di qualificazione energetica”.
In questo caso il documento può
 essere redatto da un tecnico abilitato alla progettazione di edifici ed impianti, iscritto al rispettivo ordine professionale, che però può essere anche il progettista e/o il direttore dei lavori dell’opera o altro tecnico di fiducia del committente.
L’attestato di certificazione energetica è necessario:
a) per accedere agli incentivi e alle agevolazioni di qualsiasi natura connessi ad interventi sull’edificio o sugli impianti o alle modalità di esercizio o approvvigionamento energetico degli impianti;
b) per tutti i contratti relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione negli edifici pubblici o dove figuri come committente un soggetto pubblico.
Se consideriamo gli appartamenti di un condominio la certificazione energetica può essere riferita:
a) all’unità immobiliare interessata;
b) all’intero edificio, nel caso in cui vi siano impianti termici centralizzati a servizio dell’intero condominio;
c) ad un altro appartamento rappresentativo.
Di recente è stata emanata una disposizione nazionale che sospende l’obbligo di allegazione del documento agli atti di trasferimento, ma non ne elimina l’obbligo di redazione: in caso di rogito l’attestato deve essere sempre consegnato al compratore, anche se non viene allegato all’atto.

Fonte: Newspages

A cura di Gustavo Gherardi – IRCAT

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