Certificazione Energetica

La certificazione energetica degli edifici dal 1° luglio 2009

venerdì 23 Ottobre , 2009

Venendo incontro a una diffusa esigenza di chiarezza e di certezze da parte degli operatori e dei cittadini, il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo studio indicato come 334/09 in materia di certificazione energetica degli edifici, obbligatoria dall’1.7.09. Tale studio ricorda quindi in primo luogo che il quadro normativo di riferimento è costituito dal D.Lgs 192 del 19 agosto 2005 (che ha attuato la direttiva 2002/91/CE). Tale normativa è stata successivamente modificata dal D.Lgs. 311 del 29 dicembre 2006 e da ultimo dal D.L 112/08 convertito in legge 133 del 6 agosto 2008.
In particolare, l’art. 35 comma 2-bis di questo decreto ha disposto l’abrogazione dei commi 3 e 4 dell’art. 6 e dei commi 8 e 9 dell’art. 15 del D.Lgs 192/2005, i quali prevedevano l’obbligo di allegazione dell’AQE agli atti di trasferimento a titolo oneroso (e la messa a disposizione nel caso di locazione) e le rispettive sanzioni di nullità. Va ricordato, per chi fosse un po’ “spaesato”, che AQE è l’acronimo di “Attestato di qualificazione energetica”, cioè il documento predisposto e asseverato da un professionista abilitato, non necessariamente estraneo alla proprietà, alla progettazione o alla realizzazione dell’edificio, nel quale sono riportati i fabbisogni di energia primaria di calcolo, la classe di appartenenza dell’edificio, o dell’unità immobiliare, in relazione al sistema di certificazione energetica in vigore, e i corrispondenti valori massimi ammissibili fissati dalla normativa in vigore per il caso specifico o, ove non siano fissati tali limiti, per un identico edificio di nuova costruzione.
 Al di fuori di quanto previsto all’art. 8 comma 2, l’attestato di qualificazione energetica è facoltativo ed è predisposto a cura dell’interessato al fine di semplificare il successivo rilascio della certificazione energetica. A tal fine, l’attestato comprende anche l’indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche e la classe di appartenenza dell’edificio, o dell’unità immobiliare, in relazione al sistema di certificazione energetica in vigore, nonché i possibili passaggi di classe a seguito dell’eventuale realizzazione degli interventi stessi.
In funzione della ricordata abrogazione parziale, è attualmente possibile alienare un immobile anche non dotato dell’AQE, tuttavia, a partire dal 1° luglio 2009, tutti gli immobili devono essere dotati dell’attestato di certificazione energetica, ACE (cfr. articolo 6 del decreto 132/2005), che però, fino all’entrata in vigore delle “linee guida nazionali” è sostituito a tutti gli effetti dal citato AQE.
L’obbligo di dotare gli immobili di tale attestazione grava sul costruttore per gli immobili di nuova costruzione o che abbiano subito interventi di ristrutturazione cosiddetti importanti, mentre negli altri casi incombe al venditore ovvero sul soggetto che sarà poi obbligato a procurare la certificazione energetica (v. infra). Fanno eccezione a tali obblighi, in estrema sintesi, gli immobili vincolati alla tutela delle “belle arti”, i fabbricati industriali, artigianali o agricoli e i piccoli fabbricati isolati.
Dati questi presupposti il ruolo del notaio in occasione del trasferimento degli immobili è in primo luogo di tipo
 informativo circa la disciplina di legge, nonché di sollecitazione alle parti a una regolamentazione di tale aspetto della compravendita, che non necessariamente deve risultare dallo stesso atto notarile, il tutto salvo che l’eventuale normativa regionale non obblighi diversamente (per il Piemonte cfr. L.R. 13 del 28.5.2007, pubblicata sul B.U. n. 22 del 31.5.2007).
Va infatti anzitutto evidenziato che le parti hanno la possibilità di disciplinare convenzionalmente la modalità di assolvimento dell’obbligo di dotazione dell’AQE, nonché della sua consegna, l’unica sanzione specifica in materia essendo quella della sanzione pecuniaria amministrativa da 5.000 a 30.000 euro a carico del costruttore che non consegni all’acquirente la certificazione energetica contestualmente alla consegna dell’immobile (che per solito non coincide con il rogito di trasferimento della proprietà): anche in questo caso tuttavia l’obbligo di dotazione può essere assunto a proprio carico dall’acquirente in forza di una specifica pattuizione.
Questa conclusione potrà far discutere, ma il decreto non prevede alcun esplicito divieto né esso può essere dedotto dalle finalità della normativa: non è infatti interesse dello Stato quello di accollare tale onere all’uno o all’altro dei contraenti, ma quello di promuovere l’uso razionale dell’energia (e limitare le emissioni di gas a effetto serra) e che i proprietari degli immobili ne conoscano il rendimento energetico e gli interventi da eseguire per migliorarlo.

Fonte: Newspages
Avv. Davide Civallero
Socio IRCAT

  

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