Certificazione Energetica

Casa certificata, casa garantita

giovedì 29 Ottobre , 2009

Ecco altri documenti necessari prima di comprare casa
Non  più obbligatori per la validità dell’atto di compravendita

La settimana scorsa abbiamo introdotto il tema della compravendita e degli incartamenti che servono per giungere all’atto notarile, elencando gli aspetti documentali, urbanistici, catastali e condominiali. Oggi completiamo la guida con le certificazioni o meglio dichiarazioni di conformità che, seppur non più obbligatorie per la validità dell’atto, è utile procurarsi garanzia sulla vivibilità e fruibilità gli immobili stessi.
di Paolo Bellini

 Certificazioni di impianti
La dichiarazione di conformità è un documento o meglio un insieme di documenti con cui l’installatore di un impianto (elettrico, idro-termo-sanitario, radio-televisivo, ecc.) dichiara e certifica che questo è stato realizzato a regola d’arte. La dichiarazione di conformità contiene i dati dell’impianto e del responsabile tecnico,  del proprietario e del committente.
Fornisce inoltre informazioni sulla procedura di installazione, sulla tipologia di materiali impiegati, sulle norme seguite, sull’ubicazione dell’impianto.
La dichiarazione di conformità,  secondo la normativa attuale, si redige su un modello approvato dal Ministero del Lavoro ed è completata da una serie di allegati, alcuni dei quali obbligatori (pena la nullità della dichiarazione):

• il progetto (se l’immobile supera certi limiti dimensionali);
• lo schema di impianto (dove non c’è il progetto);
• la relazione tipologica (o elenco dei materiali);
• il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio.
A seguito dell’abrogazione dell’art. 13 del D.M. n. 37/2008, dal 25 giugno 2008 non esiste più un obbligo di allegazione della documentazione di conformità e neppure più un obbligo di regolamentazione contrattuale della garanzia dell’alienante riguardo alle conformità degli impianti; detta regolamentazione però rimane sicuramente opportuna. Qualora gli impianti di un vecchio immobile non fossero a norma, o non esistessero, chi vende e chi compra, di comune accordo, possono comunque procedere alla compravendita dell’immobile nello stato di fatto. Per evitare controversie successive, è opportuno in sede di contrattazione, disciplinare in capo a chi spetti la messa a norma degli impianti stessi.
 Certificazione Energetica
La certificazione energetica non è altro che un certificato dal quale si può capire come è stato realizzato l’edificio dal punto di vista dell’isolamento della coibentazione e quindi in che modo il fabbricato possa contribuire ad un risparmio energetico. In sostanza consiste in una valutazione dei requisiti energetici integrati di un immobile con conseguente certificazione e attribuzione di una certa classe energetica. Oggi gli elettrodomestici in base al consumo energetico rientrano in una determinata classe: A, B ecc.. Sarà così anche per tutti gli edifici, i quali, in base al consumo energetico rientreranno in una determinata classe di consumo. E’ interesse dell’acquirente di un immobile sapere quanto un determinato immobile consumi energia. Un fabbricato realizzato senza nessun accorgimento dal punto di vista energetico, oltre a causare un maggiore inquinamento, produce anche un aggravio di spese per la persona che lo abita. L’art. 35, comma 2-bis, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, come aggiunto dalla legge di conversione, 6 agosto 2008, n. 133, in vigore dal 22 agosto 2008, ha modificato la normativa nazionale precedente. In generale non è più necessario allegare la certificazione energetica agli atti di trasferimento immobiliare; rimane salvo l’obbligo di dotazione e consegna all’acquirente dell’attestato di qualificazione energetica per i seguenti edifici:
1) gli edifici di nuova costruzione, il cui permesso di costruire o la cui denuncia di inizio attività sono stati presentati successivamente al giorno 8 ottobre 2005;
2) gli edifici riguardo ai quali sia avvenuta la ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro o la intera demolizione e ricostruzione, con richiesta di permesso di costruire o denuncia di inizio attività o demoliti e ricostruiti, presentata successivamente al giorno 8 ottobre 2005;
3) gli edifici che siano stati “di fatto” dotati dell’attestato di certificazione o qualificazione energetica per usufruire di benefici fiscali;
4) gli edifici pubblici o ad uso pubblico;
5) gli edifici di superficie utile (netta calpestabile) superiore a 1.000 metri quadri, allorché l’atto di trasferimento a titolo oneroso abbia ad oggetto l’intero immobile (anche quando si tratti del trasferimento di singole unità immobiliari, ove siano, da sole, di superficie utile superiore a 1.000 metri quadri);
6) gli edifici, sia di vecchia sia di nuova costruzione, di qualsiasi superficie utile, anche inferiore a 1.000 metri quadri, quando l’atto di trasferimento a titolo oneroso abbia ad oggetto l’intero immobile (con esclusione, quindi, degli atti traslativi di singole unità immobiliari facenti parte del complesso).
A decorrere dal 1° luglio 2009, gli obblighi di dotazione e consegna dell’attestato di qualificazione energetica riguarderanno tutte le unità immobiliari (anche quindi gli appartamenti in condominio), di vecchia o nuova costruzione.

dott. Paolo Bellini

  

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