avvocati condominiali

L’Avvocato obbligato al preventivo scritto

venerdì 27 Gennaio , 2012

Che le tariffe professionali fossero al capolinea non c’era dubbio! L’abuso che ne hanno fatto alcune categorie ed in particolare gli avvocati ed i notai hanno portato alla loro definitiva eliminazione.

Con il provvedimento del Governo Monti nessuno più potrà trincerarsi dietro il privilegio della tariffa, dei minimi invalicabili, della tutela che una legge (il tariffario appunto) dava ai professionisti.

Ne sanno qualcosa le migliaia di centinaia di consumatori che si sono trovati a dover pagare parcelle impossibili, a favore di professionisti che avevano dalla loro parte il sistema, la tariffa, ed il riconoscimento delle competenze a prescindere dal risultato. Oggi prima di dare incarico ad un avvocato o a un architetto o a un geometra è obbligatorio, per decreto, ricevere un preventivo scritto. In sostanza si porta in campo un patto preventivo tra il professionista e il cliente, così come succede con altre categorie “professionali” che già dal 2010 hanno visto l’intervento del legislatore nell’abolizione di Ruoli, tariffe minime e privilegi. Si tratta per esempio della soppressione del ruolo degli agenti immobiliari, avvento in marzo 2010 a seguito dell’approvazione di un apposito decreto legislativo di attuazione della Direttiva europea 123/2006/CE. Con l’art. 8 del recente decreto sulle liberalizzazioni si introduce, appunto, l’obbligo di concordare in forma scritta con i clienti il preventivo per la prestazione professionale. Questa incombenza diviene anche obbligo deontologico facendo sì che in mancanza vi sia illecito disciplinare. Il preventivo dovrà indicare l’esistenza della copertura assicurativa per la responsabilità professionale e il relativo massimale.

Anche i Notai vengono toccati dal provvedimento, facendo spazio ad altri 500 professionisti nei prossimi anni ed eliminando “un assurdo storico” rappresentato appunto dal minimo tariffario. Infatti per il cliente che chiedeva un preventivo a più notai si trovava di fronte ad un vero e proprio “cartello legalizzato”, con il risultato che sotto il minimo tariffario nessun notaio lavorava, anche se molti “tra i colleghi notai” derogavano dal vincolo. Ora con l’articolo 7, comma 1, del decreto Monti si dispone l’abrogazione di” tutte le tariffe professionali, sia massime che minime, comprese quelle di cui al capo V, titolo III, legge 16 febbraio 1913, n. 89” (quelle Notarili appunto).

Altro elemento di grande novità è la modifica del codice civile e precisamente dell’art. 2233 riguardante la determinazione del compenso da parte del Giudice in caso di mancato accordo, nel senso che viene cancellato il riferimento alle tariffe e al parere dell’associazione professionale. In questi casi il Giudice dovrà decidere secondo l’effettiva prestazione prestata dal professionista e non in base ai livelli dettati dalla Tariffa. Le associazioni dei consumatori ma anche lo “Sportello Casa” di ANAMA (info@anama.it) sono a disposizione per ogni delucidazione in merito e per assistere i consumatori nei confronti di queste novità che tanto saranno osteggiate dai professionisti citati.

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2 commenti

  1. Voi che tanto applaudite a queste novità, mi dite come un avvocato può preventivare ab origine il costo per la propria assistenza in una causa, quando è impossibile sapere come si evolverà, quante parti si costituiranno in giudizio, quanti atti sarà necessario scrivere, se e dove dovrà recarsi per prendere parte ad una CTU, quante lettere e telefonate dovrà fare o ricevere e così via? Guardate che fare una causa mica è come fare un armadio o una ristrutturazione edilizia! Voi consumatori credete che sarà meglio così? Vedremo…

    • Gent.Avvocato
      la prima analisi che dovrà fare l’avvocato è la valutazione della causa nella sostanza. Mi spiego: se si tratta di un recupero crediti dovrà valutare il quantum, la fattibilità, la convenienza e la volontà del cliente di giungere a conclusione della stessa.
      Poi dovrà in percentuale stabilire le spese a cui andrà incontro: non di certo fare la somma “a piè di lista”.
      Mi spiego, illustrandole un caso vissuto: il cliente si rivolge ad un avvocato veneto per recuperare 450 euro per competenze provvigionali maturate nel suo lavoro (agente immobiliare). I documenti decretano inconfutabilmente che l’agente immobiliare ha diritto al compenso. Risultato: l’avvocato porta avanti la causa, che si svolge regolarmente (e con i tempi della giustizia italiana), la vince ed emette parcella al termine: euro 4.850 (iva esclusa s’intende). Tutta attività motivata, tutte spese documentate, tutto in regola ed in perfetta linea con il tariffario degli avvocati.
      Altro esempio: un giovane viene tamponato, fermo al semaforo, a Ferrara tre anni fa guidando l’auto di proprietà del padre. Dopo le constatazioni amichevoli e la raccolta delle generalità si va in causa: l’avvocato a cui si rivolgono i tamponati (figlio autista e padre proprietario dell’auto) sbaglia la causa e la perde. Il secondo avvocato fa causa professionale al 1° avvocato ma anche in questo caso non trovano ragione. Ora devono andare in appello con un terzo avvocato. La causa di tamponamento, oltre ad essere costata di carrozzeria, fermo auto e shock costa di: parcelle dei due avvocati, di spese etc che ammontano a ben 18 mila euro con una danno (tamponamento) di circa 2.500 euro. Il terzo avvocato dovrà fare un preventivo di spesa secondo lei? O i danneggiati devono andare al buio?
      Ovvio che con gli esempi non si esaurisce la materia! Vi è però un dato: il preventivo di spesa per l’avvocato OBBLIGATORIO è un sacro santo diritto dell’utente ed una conquista del mercato delle professioni. Il cliente potrà rivolgersi a più professionisti per valutare chi può assisterlo sia per capacità, per dedizione e per costi.
      E non mi si venga a dire che l’avvocato bravo è quello che costa di più!!
      Sono certo che il dibattito in questo campo lieviterà e noi lo terremo alimentato a dovere.
      Quindi ben venga il preventivo dei compensi ipotizzati e delle spese in percentuale (salvo quelle espressamente chieste dal cliente).
      Un altro caso personalmente conosciuto: causa di separazione, avvocato di Verona, indica al convenuto nella separazione giudiziale richiesta dalla moglie un preventivo (a voce e non per iscritto) di 1.500 euro oltre Iva (o senza IVA se versati in contanti). La causa si è conclusa con una parcella di 7.500 euro più tutte le spese di procedura. Che dire? L’avvocato ha fatto il suo dovere legale, non di certo quello contabile e di preventivazione.
      Ben vengano quindi tanti “brutti preventivi scritti” che ottime parcelle a piè di lista.

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