Assemblea condominiale,Cause condominiali,Parti comuni,Responsabilità dei condomini

L’avvocato mi intima di togliere la caldaia dal balcone:cosa devo fare?

lunedì 19 Marzo , 2012

Ecco il grido d’allarme di una nostra lettrice alle prese con il condominio e la difficile convivenza. Caldaia posta sul balcone chje l’amministratore vuol far togliere: e gli impianti di aria condizionata? O degli armadi? E degli stenditoi? Che si deve fare? Vanno tolti tutti …? LA REDAZIONE

Domanda: Maura F. – Salve, ho ricevuto una raccomandata dell’avvocato del mio amministratore in cui mi si ingiunge di togliere la caldaia per riscaldamento autonomo che ho posto sul balcone. Sui balconi già sono presenti da molti anni impianti di aria condizionata, armadi, stenditoi che in teoria il regolamento di condominio vieta. Le mie domande sono: ho l’obbligo di togliere la caldaia? (peraltro meno inquinante delle normali perchè a condensazione); la maggior parte degli alloggi dispone di area apposita esterna per caldaie con canna fumaria al tetto mentre gli alloggi come il mio hanno la caldaia in casa e canna fumaria sul balcone. Posso chiedere un’assemblea di condominio per parlarne? Possono i condomini più “arrabbiati” imporre di non fare l’assemblea? La questione andrà prima obbligatoriamente al giudice di pace o direttamente in tribunale come minaccia l’avvocato che mi ha scritto? Sono davvero disperata… i costi per me sarebbe molto alti visto che dovre togliere tutto e comprare un’altra caldaia…

Risposta: Umberto Anitori – Il suo quesito non è di facile soluzione in quanto (se come lei lascia intendere) il regolamento vieta di installare qualsiasi attrezzatura fissa all’esterno, dovrebbe essere così anche per i condizionatori e gli stenditoi comunque già presenti che costituiscono precedenti. L’art. 1102 del codice civile, che regola l’utilizzo della cosa comune, recita :” Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.” Anche volendo sottoporre il problema all’assemblea, trattandosi comunque di innovazione seppure a carattere individuale, l’art. 1120 cc secondo comma recita “Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino”. Lei può chiedere apposita assemblea o quantomeno di inserire l’argomento alla prima assemblea che si terrà, i condomini “arrabbiati” possono non partecipare alla discussione e lasciare l’assemblea o votare contro: non possono impedire di porlo all’o.d.g.

Qualora il condominio insistesse, anche dopo le sue osservazione sui precedenti esistenti, le consiglio di consultare un legale di fiducia per valutare se esistono gli estremi per resistere o meno.

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