Gestionali,Parti comuni,sicurezza in condominio

Servizio di pulizia scale

martedì 18 Marzo , 2014

Domanda del lettore: vivo in un condominio con un totale di 13 appartamenti sorto nel 2006. La pulizia delle parti comuni sino ad ora e dall’epoca della costituzione del condominio, era devoluta al sottoscritto ed ad un’altra famiglia: naturalmente il rimborso spese per le ore di pulizia effettuate veniva scalato dalla quota annuale delle spese condominiali – si trattava di circa 600 euro all’anno.

A causa di un disguido non nato dal sottoscritto, è nata una discussione a seguito della quale l’altra famiglia addetta alle pulizie ha dichiarato ora di non essere più disposta ad effettuarle, ed univocamente si è arrogata il diritto di “far valere la legge sul regolamento condominiale” poiché ha rappresentato all’amministratore condominiale di voler far subentrare una ditta di pulizia esterna.

Le mie domande sono le seguenti:

  1. è fuorilegge – come sino ad ora effettuato – far svolgere le pulizie delle parti comuni ai condomini stessi? l’altra parte (condomino) asserisce che bisogna essere assicurati per effettuare le pulizie, oltre che sarebbe obbligo di dichiarare nella dichiarazione dei redditi la somma percepita di “rimborso spese” – specifico che la somma di € 600 circa viene detratta dalle spese condominiali e non versata al sottoscritto;
  2. la nuova regolamentazione condominiale prevede delle modalità specifiche per effettuare le pulizie (relativamente ad obbligo di assicurazione, modalità di rimborso spese, avviso a enti statali, ecc..?)
  3. l’amministratore ha quindi – su richiesta dell’unico condomino interessato – indetto tra qualche giorno una assemblea condominiale straordinaria. Ma è possibile indire una assemblea straordinaria solo per volontà di un solo condomino? La richiesta di questo condomino all’amministratore deve essere fatta con lettera a/r o è sufficiente riferirlo a voce?
  4. nel caso in cui la convocazione fosse regolare ed anche la possibilità di far effettuare la pulizia ai condomini volenterosi fosse legalmente fattibile, quale maggioranza è necessaria per modificare lo statuto vigente e quindi far subentrare una ditta di pulizie per la pulizia delle parti comuni?

Risposta dell’esperto: Il servizio di pulizia scale, come qualsiasi altro servizio condominiale, è regolato dal Regolamento di condominio, che non può essere in contrasto con le leggi nazionali, pertanto esistono soltanto due soluzioni al problema:

  1. Il condominio assume un lavoratore con regolare apertura di posizione INPS ed INAIL su cui verserà mensilmente ed annualmente quanto dovuto in base allo stipendio che corrisponderà al lavoratore rapportato alle ore lavorate in base al contratto nazionale di lavoro per dipendenti da proprietari di fabbricati.
  2. Il condominio affida il servizio di pulizia in appalto ad una ditta abilitata all’uopo, e dovrà accertare che i dipendenti della stessa siano regolarmente iscritti agli enti previdenziali, e paga mensilmente le fatture che la stessa ditta emetterà per detto servizio.

Quanto al regolamento di condominio può essere modificato nella parte che non va a toccare i diritti reali dei condomini con la maggioranza del II comma dell’art 1136 cc, cioé la maggioranza degli intervenuti all’assemblea che rappresenti almeno la metà del valore millesimale.

Nel caso specifico l’amministratore anche senza richiesta da parte dei condomini è obbligato a convocare l’assemblea.

La situazione preesistente era illegale ed effettivamente l’amministratore avrebbe dovuto applicare una ritenuta fiscale, da versare all’erario, e lei avrebbe dovuto inserire le somme ricevute nella sua dichiarazione dei redditi.

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2 commenti

  1. Buongiorno,
    non riesco a capire come porre un quesito su questo sito, ma siccome la domanda era relativa alla pulizia delle scale, provo a porla qui. E’ possibile usufruire di contratti di lavoro diversi da quello dipendente (contratti a progetto/p. iva) per la pulizia in questione? Grazie.
    Se cortesemente poteste anche farmi capire come porre quesiti autonomi ve ne sarei grata

    • l’alternativa in questo caso è offerta dai Voucher INPS che consentono di assicurare al lavoratore la copertura dagli infortuni e il versamento dei contributi, senza dover di instaurare alcun rapporto di lavoro.
      Il condominio con questa opportunità è sempre in regola e non si rischia alcuna vertenza contributiva o contrattuale.
      Grazie alla copertura INAIL non ci sono problemi in caso di infortuni , ed è possibile affidare il lavoro a persone diverse.
      Regole da seguire a partire dall’anno 2014:
      Il buono vale 10,00 euro ora di lavoro, ma 2,50 euro vanno a INPS e INAIL ai fini della pensione e per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, per cui i collaboratori percepiscono 7,50 euro netti esentasse.
      Se si superano i limiti che la legge impone ogni anno, il lavoro non è più considerato accessorio e la persona deve essere pagata e assicurata come un normale lavoratore subordinato.
      Per qualsiasi committente il tetto annuo è pari ad 6.740,00 euro che, tolte le trattenute previdenziali, è di 5.050,00 euro netti.
      Le persone cassa integrati, disoccupati, in mobilità hanno un tetto di 4.000,00 euro, pari a 3.000,00 euro netti.
      Tutte le informazioni necessarie per attivare l’offerta sono disponibili sul sito Inps nell’area informazioni.
      Per eventuali altri questi può inviare una mail alla info@condominio.it
      Luca Fontanari

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