Assemblea condominiale,Cassazione,Codice,Domande & Risposte,Giudici,Liti di condominio,Riforma

Divisione di un immobile del condominio

giovedì 22 Dicembre , 2016

Divisione di un immobile: è ammessa nel rispetto degli altri condomini

In merito alla divisione di un immobile facente  parte del condominio, risulta essere molto interessante la recente pronuncia giurisprudenziale della Cassazione Civile, sezione II, sentenza del 24 giugno 2016, numero 13184.

Tale sentenza, in merito alla divisione di un immobile, prevede che: colui che risulti essere proprietario di un immobile, all’interno del condominio, può decidere di suddividerlo in due unità; semprechè questo non comporti un danno per gli altri condomini.

Nel caso di specie, un condomino ricorreva alla Suprema Corte di Cassazione, contro la sentenza d’appello, che dichiarava l’illegittimità della suddivisione dell’appartamento in due distinte unità immobiliari.

Divisione di un immobile: tesi della Cassazione 

Il ricorso è stato accolto dai Giudici di legittimità, cassando, con rinvio  ad altra sezione, la sentenza di secondo grado, basata sul  riferimento “ad eventuali, e più intense utilizzazioni dei servizi e della cosa comune causate dall’insediamento, nell’edificio condominiale, di un ipotetico, nuovo nucleo familiare, in caso di vendita di una delle unità immobiliari ottenute dalla suddivisione”.

La Cassazione, in merito alla divisione di un immobile, sottolineava che i Giudici di merito, non hanno effettuato in concreto la verifica dell’effettiva conseguenza che poteva derivare dall’incremento del numero dei condomini sull’utilizzo delle cose comuni; sarebbe stato importante e necessario un approfondimento, combinando un insieme di fattori, esempio: struttura, ubicazione, dimensioni dell’immobile condominiale,  la conformazione delle parti comuni, ecc.; per valutare eventuali conseguenze sfavorevoli sui diritti dei condomini derivanti dall’impiego da parte di un numero ulteriore di condomini.

I motivi della Corte di Cassazione

Secondo la Cassazione, la situazione di danno per gli altri condomini non poteva collegarsi esclusivamente al fatto che il regolamento di condominio prevedeva l’esistenza di sole 14 unità, senza che si verificasse l’esistenza di una disposizione vincolante, o di un divieto di suddivisione degli immobili.

E in ogni caso, la somma dei millesimi, non avrebbe subito modifiche;  in particolare l’articolo 69 disp. att. codice civile, al  numero 2, come modificato dalla riforma (Legge n. 220/2012); prevede che: “quando per le mutate condizioni di una parte dell’edificio, in caso di sopraelevazione, di incremento di superficie o di incremento dalle unità immobiliare, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale della unità immobiliare, è possibile la revisione delle tabelle millesimali se la somma dei valori dei due appartamenti superi di un quinto il valore originario dell’appartamento”.

La Cassazione, consapevole dell’inapplicabilità di detto articolo; ne ha comunque dato un’interpretazione evolutiva, ritenendo che gli interventi  di divisione dell’appartamento poste in essere dal condomino, erano legittime, in quanto effettuate nel rispetto dei diritti di tutti gli altri condomini.

© condominio.it – tutti i diritti riservati

 

Condividi su:

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento