Rampa per disabili: l’installazione non lede i diritti di altri condomini

La rampa per disabili in condominio, è un tema molto interessante da analizzare, soprattutto alla luce di un caso concreto nel quale un condomino aveva fatto richiesta di realizzarla per poter accedere al cortile del condominio.

La rampa per disabili, in base al progetto, doveva essere costruita nei pressi della finestra della camera da letto di un appartamento, da ciò sarebbe scaturito rumore e disagio per il proprietario di quest’ultimo, e veniva lesa in particolare, la sua privacy. Da questa richiesta scaturì un dibattito in merito  all’abbattimento delle barriere architettoniche nel condominio e quali diritti esercitabili dagli altri condomini.

Rampa per disabili: la maggioranza prevista

La legge n. 13 del 1989, all’art. 2, comma primo, relativamente alla rampa per i disabili, prevede che le deliberazioni dell’assemblea, che hanno per oggetto le “innovazioni negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche” vengono adottate con  la maggioranza di cui al secondo comma dell’art. 1120 codice civile, ovvero con la maggioranza di cui al secondo comma dell’art. 1136 codice civile.

E’ previsto inoltre, che nel caso in cui il condominio si rifiuti o non assuma entro tre mesi dalla richiesta scritta, la deliberazione in oggetto, i portatori di handicap, ovvero chi ne ha la tutela o la potestà “possono installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l’ampiezza delle porte d’accesso, al fine di rendere più agevole l’accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages”.

Rampa per disabili e giurisprudenza

Con la sentenza del Tribunale di  Bologna, Sezione III, del 16/02/2010, con la quale si è affrontato il problema dell’installazione della rampa per disabili, il giudice ha affermato che l’ordinamento non autorizza sempre e comunque l’abolizione delle barriere architettoniche. Relativamente ai  condomini infatti:  “prevede maggioranze più basse rispetto a quelle previste per le innovazioni nelle opere comuni dall’art. 1120 c.c.; fa tuttavia salve le disposizioni in materia non solo di sicurezza, ma anche di decoro architettonico, che quindi – negli edifici antecedenti l’entrata in vigore della legge – prevale sul diritto alla mobilità dei disabili.

Tantomeno la legge prevede che l’esigenza di un disabile all’interno di un condominio possa essere l’occasione per adattare definitivamente e compiutamente (ove possibile) l’edificio all’esigenza generale di abolizione delle barriere architettoniche”.

“Nel caso in cui, infatti, non si raggiunga neppure la maggioranza agevolata predetta, alla persona disabile l’ordinamento riconosce il diritto di installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l’ampiezza delle porte d’accesso, al fine di rendere più agevole l’accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garage. Si tratta di una norma che contempera la proprietà (che la Costituzione tutela direttamente) con il diritto alla mobilità del disabile (che la Costituzione tutela altrettanto), e disciplina i contrapposti interessi in modo da realizzare il secondo interesse incidendo al minimo sul primo”.

Rampa per disabili  e soluzione al caso di specie

Nel caso analizzato, il progetto prevedeva che la rampa per disabili fosse posizionata vicino alla finestra della zona letto di un appartamento, e ciò comportava, oltre ad un disturbo della quiete, anche una turbativa della privacy del proprietario dell’appartamento.

Il progetto in questione, che prevedeva la rampa per disabili,  difficilmente avrebbe trovato attuazione, ma rimane la possibilità per il disabile  dell’installazione di “strutture mobili e facilmente rimovibili” e di eseguire opere finalizzate alla modifica dell’ampiezza delle porte d’accesso, per rendere  più facile  l’accesso agli edifici, agli ascensori, alle rampe e ai garages.

Quindi l’esecuzione di accorgimenti tecnici per permettere al disabile l’accesso al cortile senza la violazione della privacy degli altri condomini.

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