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Fughe di gas in condominio

giovedì 2 Marzo , 2017

Fughe di gas in condominio, come comportarsi

Le fughe di gas in condominio, sono eventi che purtroppo possono verificarsi, se ci si accorge che nell’appartamento a fianco, i proprietari, che magari sono partiti per le vacanze, si sono dimenticati l’impianto del gas aperto; come ci si deve comportare?

L’ordinamento giuridico italiano, prevede che la proprietà privata sia un diritto tutelato in maniera ampia,  vietando agli estranei di introdursi nelle abitazioni private; in caso accesso di una persona senza il consenso del proprietario, il diritto penale, con l’ articolo 614 c.p., prevede che, venga punito.

Fughe di gas in condominio, il temperamento del codice penale

Lo stesso Codice Penale, prevede però un temperamento costituito dall’articolo 54 (Stato di necessità), che stabilisce che «non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona».

Di conseguenza, non è perseguibile sul piano penale, colui che abbia sfondato la porta del vicino e sia entrato nell’appartamento allo scopo esclusivo, di salvare la propria persona o altri da un danno grave e incombente.

La norma, evidenzia che il pericolo non deve essere stato cagionato dalla stessa persona che viola il domicilio altrui, e tale danno deve essere tanto grave da giustificare l’effrazione.

Fughe di gas in condominio: urgenza, necessità e rischio

Se sussiste una situazione di grave pericolo per le persone, che derivi da un appartamento del condominio, gli altri condomini sono legittimati ad accedere allo stesso per metterlo in sicurezza, anche senza il consenso del proprietario.

Ovviamente devono sussistere tutti gli elementi caratterizzanti l’urgenza, la necessità, il rischio per la vita umana, e deve risultare impossibile adottare un altro comportamento; salvo poi, la necessità di risarcire gli eventuali danni cagionati al proprietario.

Fughe di gas in condominio, conclusione

E’ opportuno sottolineare che, la migliore opzione sia quella di contattare le autorità competenti, della necessità di intervento urgente ed evitare di agire personalmente; in quanto il personale delle unità di emergenza (quali: carabinieri, pompieri, ecc.) è addestrato a rispondere ad emergenze in abitazione chiusa.

Comunque, in queste situazioni, l’accesso sarà motivato dallo stato di necessità conseguentemente, l’agente non risponderà in sede penale, ma resterà obbligato dal punto di vista civilistico, relativamente al risarcimento dell’eventuale danno cagionato al proprietario.

L’articolo 2045 del Codice Civile, prevede espressamente che «quando chi ha compiuto il fatto dannoso vi è stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona e il pericolo non è stato da lui volontariamente causato né era altrimenti evitabile, al danneggiato è dovuta un’indennità, la cui misura è rimessa all’equo apprezzamento del giudice».

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