Grazie ai contabilizzatori, ripartizione delle spese di riscaldamento più equilibrata

Nei condomini, in cui sono già stati installati i contabilizzatori, la ripartizione delle spese, relative al riscaldamento, deve  essere effettuata in base al consumo effettivo che viene registrato.

Tale criterio di suddivisione è prevista dalla legge. La Cassazione, ha di recente, confermato tale tesi.

Ripartizione delle spese di riscaldamento e l’iter processuale

La Cassazione, ha affrontato una questione del genere, dove i ricorrenti, soccombenti nel merito, impugnarono la delibera dell’assemblea, con la quale si stabiliva una suddivisione dei costi dei consumi, solo in minima parte, presunti.

I giudici di merito, evidenziavano che gli attori non avevano contestato il criterio utilizzato nel condominio, negli ultimi dieci anni, cioè:  30% delle spese in base ai millesimi e il 70% calcolato sui consumi.

Le contestazioni dei ricorrenti

I ricorrenti, ritenevano che fossero sbagliati i dati di consumo, individuati dai conta calorie, presenti negli appartamenti.

Secondo gli attori,  il giudice di prime cure, aveva violato gli articoli 1123, 1130 e 1137, del codice civile; in quanto aveva respinto la domanda, con la quale veniva chiesto, di dichiarare non valido un rendiconto che distribuiva le spese in base a consumi presunti e errati, invece di suddividerle secondo il metodo usato nei precedenti esercizi.

Inoltre contestavano,  che non era stata fatta un’indagine, per verificare il mal funzionamento dei contabilizzatori .

La  Suprema Corte, evidenziava che, sono nulle e di conseguenza impugnabili, le delibere  adottate in violazione del regolamento in tema di  ripartizione delle spese.

Infatti non è possibile che la maggioranza dei condomini, influenzi gli obblighi dei singoli.

Conclusioni della Corte di Cassazione

La Cassazione, inoltre prevede che, se negli appartamenti sono stati installati i contabilizzatori, il riparto degli oneri, deve essere effettuato per legge (articolo 26 commi 5 e 6 della legge 10/1991 come modificato dalla legge 220/2012) in base al consumo effettivamente registrato.

La Cassazione, non ha valutato se la norma non sia applicabile, o se siano provate, con apposita relazione tecnica asseverata, eventuali difformità di fabbisogno termico, per metro quadro tra le singole unità immobiliari, che compongono il condominio,  superiori al 50%; è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70%agli effettivi prelievi volontari di energia termica.

Inoltre, nel caso di specie, l’assemblea, non aveva cambiato i principi di riparto previsti dalla legge o comunque, approvati da tutti i condomini.

La Cassazione, risolve così una questione sugli apparecchi che, dopo la proroga, dovranno essere installati obbligatoriamente entro giugno 2017.

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