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L’installazione dell’ascensore quando è vietata – Prima parte

lunedì 27 Marzo , 2017

Non può comportare preclusioni, l’eliminazione delle barriere architettoniche

Uno degli strumenti per eliminare le barriere architettoniche, all’interno di un condominio, è l’installazione di un ascensore; vista la sua funzione, il legislatore vede con grande favore questo intervento.

L’articolo 1120 codice  civile, stabiliva che, la maggioranza richiesta per deliberare tale opera, era quella prevista dal comma V, dell’articolo 1136 codice civile, e cioè la maggioranza dei partecipanti al condominio e i due terzi del valore dell’edificio.

Ovviamente, salvo che possa recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, o che  possono alterare il decoro architettonico, o che possono rendere le parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

La riforma del 2012 e il nuovo articolo 1120 c.c.

Con la riforma del condominio, introdotta con la Legge 220/2012, il Legislatore ha cercato di favorire quegli interventi, finalizzati alla realizzazione di impianti, che permettono l’eliminazione di barriere architettoniche;

Il nuovo articolo 1120, comma II, codice civile, ha sancito che tali deliberazioni, possano essere assunte con una maggioranza più bassa rispetto a quella prevista in precedenza, infatti è sufficiente la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

L’unico limite che è rimasto vigente per tutte le innovazioni, è che non debbono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, non devono alterare il decoro architettonico, e non debbono rendere le parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino (art. 1120 comma V c.c.).

L’orientamento della Corte di Cassazione

La  Corte di Cassazione, nella sentenza n. 24235 del 2016; nonostante, si trattasse di una fattispecie sviluppatasi, sotto la vigenza del vecchio articolo 1120 codice civile, risulta adeguata anche in riferimento contesto normativo riformato, in quanto viene sottolineato il divieto di innovazioni che rendono talune parti comuni inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

E’ stata, infatti, considerata illegittima l’installazione di un ascensore, all’interno di un androne delle scale, che impedisce l’accesso all’area comune ed ai box di proprietà, che causa una riduzione dell’utilità che i singoli condomini ricavano dal bene.

Essa ha inoltre evidenziato che, l’installazione di un ascensore, viene considerato un’opera finalizzata all’eliminazione delle barriere architettoniche, ex articolo 27,comma I°, della legge n. 118/1971, e ai sensi all’articolo 1, primo comma,  D.P.R. n. 384/1978, rappresenta un’innovazione che, ai sensi dell’art. 2 legge n. 13/89, è approvata dall’assemblea con la maggioranza prescritta dall’art. 1136 secondo e terzo comma codice civile;  fermo restando, la previsione del terzo comma del citato articolo 2 legge n. 13/1989, che fa salvo il disposto degli articoli 1120 secondo comma e 1121 terzo comma codice civile.

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