Rimozione delle barriere architettoniche

Tutti gli interventi finalizzati ad eliminare le barriere architettoniche in condominio (installazione di  ascensore compresa), devono sempre rispettare i divieti stabiliti dall’articolo 1120, V comma codice civile.

Il legislatore, con la riforma del 2012 relativa al condominio, ha cristallizzato questo principio, stabilendo  che, per le innovazioni relative a:

  • interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e la salubrità degli edifici e impianti;
  • opere finalizzate all’eliminazione di barriere architettoniche, per ridurre i consumi energetici del condominio, per realizzare parcheggi, per la produzione di energia mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili da parte del condominio, o da terzi vantano a titolo oneroso, con diritto reale o personale sul lastrico solare o di altra superficie comune idonea;
  • installazione di strumenti centralizzati per ricevere il segnale radiotelevisivo, o per poter accedere ad altri tipi di flusso informativo (satellite o cavo), e i tutti collegamenti fino alla diramazione per le singole utenze.

Sono escluse le opere che comportano modifiche e alterazioni, della destinazione della cosa comune, o impedire agli altri condomini di farne uso secondo il loro diritto.

La maggioranza richiesta per questi interventi, è quella di cui al secondo comma dell’articolo 1136 codice civile, cioè la maggioranza degli intervenuti, e almeno la metà del valore dell’edificio.

Principio affermato dalla Cassazione

La Cassazione sostiene che “la condizione di inservibilità del bene comune all’uso o al godimento anche di un solo condomino, che, ai sensi dell’art. 1120, comma secondo, c.c., rende illegittima e quindi vietata l’innovazione deliberata dagli altri condomini, è riscontrabile anche nel caso in cui l’innovazione produca una sensibile menomazione dell’utilità che il condomino precedentemente ricavava dal bene “.

La Cassazione conclude, dicendo che “anche nell’ipotesi dell’installazione di un ascensore, ancorché volto a favorire le esigenze di condomini portatori di handicap, ove detta innovazione sia lesiva dei diritti di altro condomino sulla porzione di sua proprietà esclusiva, indipendentemente da qualsiasi considerazione di eventuali utilità compensative, ed ove l’installazione renda talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino“.

In tal caso l’innovazione è da illegittima, in quanto viola il contenuto del comma V dell’articolo 1120 codice civile.

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