Se si cade dalle scale condominiali, cosa succede?

Il condominio, nella qualità di custode dei beni comuni, risponderà dei danni causati o ai condomini o ai terzi, sulla base dell’articolo 2051 codice civile.

Secondo la giurisprudenza, Cassazione sentenza n. 11695 del 2009, si tratta di responsabilità oggettiva determinata in capo al condominio, in base alla relazione che esiste con i beni in comune e che, si può escludere solo se  “l’evento sia imputabile ad un caso fortuito riconducibile al profilo causale e cioè quando si sia in presenza di un fattore esterno che, interferendo nella situazione in atto, abbia di per sé prodotto l’evento, assumendo il carattere del c.d. fortuito autonomo, ovvero quando si versi nei casi in cui la cosa sia stata resa fattore eziologico dell’evento dannoso da un elemento o fatto estraneo del tutto eccezionale (c.d. fortuito incidentale), e per ciò stesso imprevedibile“.

La ripartizione dell’onere della prova

Colui che cade dalle scale, avrà l’onere di provare di aver subìto un danno conseguente alla caduta, e che esiste un nesso causale, tra il danno e le scale condominiali, che la cosa era sotto la custodia del condominio, ovvero che si tratta di bene comune.

Sarà invece onere del condominio, provare che l’evento si è verificato per caso fortuito.

Il nesso di causalità 

L’applicazione del contenuto dell’articolo 2051 codice civile, è circoscritta ai danni causati dall’intrinseco dinamismo delle cose medesime, per la loro consistenza oggettiva, o per effetto di agenti che ne abbiano alterato la natura e il comportamento.

La giurisprudenza degli ultimi anni, Cassazione n. 11592 del 2010, ritiene che in caso di alterazione, il condominio risponde solo quando questa “per le sue intrinseche caratteristiche, determina la configurazione nel caso concreto della cd. insidia o trabocchetto e l’imprevedibilità e l’invisibilità di tale “alterazione” per il soggetto che, in conseguenza di questa situazione di pericolo, subisce un danno“.

Conformemente a tale pronuncia, i giudici, Cassazione n. 16607 2008, hanno escluso negato in più situazioni il risarcimento ai condomini scivolati dalle scale condominiali, a causa di infiltrazioni d’acqua piovana o scale bagnate a causa delle operazioni di pulizia, in quanto sussiste consapevole volontà di  utilizzo delle scale, da parte dei danneggiati, nonostante la percezione e l’evidenza del loro stato e la prevedibilità dell’evento lesivo da parte degli stessi.

La percezione della pericolosità

Per cui la percezione della pericolosità delle scale, comporta l’onere di usarle con maggiore cautela, lo stesso se i gradini rotti e sconnessi, da più tempo, o si tratti di utenti abituali delle scale condominiali, quindi il risarcimento si riconosce solo a chi si reca per la prima volta o comunque sporadicamente nell’edificio, mentre per le anomalie improvvise ed occulte viene generalmente ritenuto responsabile il condominio nei confronti sia dei condomini sia dei terzi.

Per escludere la responsabilità del condominio, deve presentarsi un caso fortuito, cioè un accadimento eccezionale, imprevisto ed imprevedibile.

© condominio.it – tutti i diritti riservati

Condividi su:

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento