Pipì sul muro del vicino in condominio, è reato?

La pipì sul muro del vicino, in condominio, fino a qualche tempo fa, veniva qualificata come un’azione con rilievo di carattere penale.

Il reato di cui all’articolo 726 del codice penale (Atti contrari alla pubblica decenza), invece oggi, ha subito una depenalizzazione, per cui, l’autore del gesto, rischia conseguenze solo di carattere civile.

La Suprema Corte di Cassazione, evidenzia che solo la depenalizzazione del reato ex art. 726 del codice penale salva il colpevole.

Pipì del vicino in condominio, il fatto

Con molta frequenza, succede nella realtà dei rapporti tra vicini, che a seguito di battibecchi, si arrivi a gesti estremi per fare un dispetto.

Con una recentissima, e attualissima sentenza della Corte di Cassazione, numero 20852 del 2017, ha trattato una situazione concreta, in cui una signora, era stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza a fare la pipì sul muro del vicino di casa, con successivo inizio del procedimento penale a suo carico, per atti contrari alla pubblica decenza.

Il Tribunale, nelle vesti di giudice dell’appello, condannava la signora, alla pena di 70 euro a titolo di ammenda per vizio parziale di mente.

L’ipotesi di problemi di incontinenza non rappresentava uno strumento per escludere condanne per la donna, al contrario ciò che la salva dalle conseguenze del suo atto è la depenalizzazione del reato.

La decisione della Corte di Cassazione

Davanti alla Corte di Cassazione, la signora in questione, per escludere la condanna, si faceva forza infatti su un problema legato alla propria incontinenza urinaria, sostenuta da certificato medico prodotto agli atti del processo.

I Giudici, reputarono, che tale motivo non potesse essere accolto.

Lo stesso Giudice di merito,  reputava inconsistenti le giustificazioni fondate sull’incontinenza urinaria della signora, in quanto si trovava a pochi passi dalla propria casa.

Come accennato però,  il reato per cui la signora, era stata la condannata è stato depenalizzato attraverso l’articolo 2 del decreto legislativo numero 8 del 2016, per cui è stato disposto l’annullamento della sentenza impugnata, senza rinvio.

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