A chi spetta l’onere della prova?

In caso di consumi sproporzionati rispetto a quelli realmente effettuati, è necessaria l’applicazione delle norme generali in materia di ripartizione dell’onere della prova nell’ambito dell’inadempimento.

Infatti, nell’ipotesi alla presenza di un contratto di somministrazione relativo all’utenza idrica, se l’utente rileva l’addebito di un consumo eccedente le sue esigenze, solo dopo che il somministrante abbia fornito la prova del regolare funzionamento degli impianti, sarà onere dell’utente provare di aver adottato tutte le cautele necessarie.

Per cui in caso di consumi esagerati, in mancanza di prova da parte del somministrante del corretto funzionamento, le rispettive somme addebitate non sono dovute.

Tale principio è stato sancito dal Tribunale di Agrigento (grado di appello) con la recentissima sentenza del maggio scorso n. 845, in merito all’onere della prova della contestazione delle bollette del consumo idrico.

La fattispecie oggetto della causa

Un condomino, citava avanti al Giudice di Pace, la società  fornitrice del servizio idrico, chiedendo di dichiararsi non dovuta la somma pretesa per i consumi idrici pari ad € 871,91, sottolineando che era subentrato al contratto di somministrazione idrica e che senza essere informato, era stato sostituito il contatore stesso, con l’attribuzione di un consumo di 1003 metri cubi nonostante l’ultima lettura riportasse, un consumo di 880 metri cubi.

Inoltre egli, rilevava che i consumi abituali erano di 36 metri cubi in 15 giorni e non di 223 metri cubi in 36 giorni.

Il Giudice di Pace, accoglieva la domanda e dichiarava la somma di € 872,51 non dovuta.

Il ricorso in appello della società erogante il servizio

Contro la pronuncia, la società fornitrice del servizio propose appello avanti al Tribunale di Agrigento evidenziando che in primo grado, il Giudice non aveva ammesso, la produzione del regolamento di utenza che era norma integrativa del rapporto contrattuale, che non prevedeva che la sostituzione del contatore avvenisse in contraddittorio tra cliente e somministrante; inoltre, veniva contestato il provvedimento dell’autorità’  Garante per l’Energia, in quanto, secondo la società appellante, il provvedimento riguardava soltanto la fornitura di gas e non di acqua poiché, il contraddittorio era previsto nei casi di malfunzionamento del contatore ma non in caso di sostituzione degli apparecchi.

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