La decisione del Tribunale di Agrigento

Nel caso specifico analizzato dal Tribunale di Agrigento, il condomino, aveva ricevuto richieste di pagamento per consumi ritenuti oltre la norma, e contestava la bolletta.

Il Giudice sottolineava che la bolletta è idonea a dimostrare l’entità dei consumi, ma solo se non vi è contestazione da parte dell’utente.

In caso di contestazione, invece, il somministrante deve provare la quantità  di consumo registrato, il corretto funzionamento del contatore e la corrispondenza fra quanto riportato in bolletta e quanto emerge dal contatore.

Ripartizione dell’onere della prova

Per quanto riguarda l’onere della prova, il Tribunale fece riferimento ai principi previsti dalla Corte di Cassazione con sentenza 13533 del 2001 secondo cui “il creditore che chiede l’adempimento e’ tenuto unicamente a documentare la fonte negoziale del proprio rapporto obbligatorio”.

Se i consumi, registrati in fattura sono moltiplicati rispetto a quelli realmente effettuati, si applicano le regole generali in tema di distribuzione dell’onere della prova in materia di inadempimento.

Dall’istruttoria di causa, emerse che il fornitore non provvedeva alla verifica del corretto funzionamento degli impianti idrici posti a servizio dell’abitazione, e non verificò neanche l’anomalo quantitativo di acqua fatturato, limitandosi solo ad inviare una lettera di messa in mora.

Per tale ragione il Tribunale, considerando la mancata verifica del buon funzionamento del contatore, riteneva non assolto l’onere probatorio gravante sul somministrante.

Conclusione del Tribunale di Agrigento

Il Tribunale di Agrigento (in grado di appello) con la pronuncia in commento ha rigettava l’appello della Società di somministrazione idrica e per l’effetto ha confermato la pronuncia del Giudice di Pace sull’accertamento negativo del credito.

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