Si al campo da calcio nell’area verde del condominio

La Corte d’Appello di Palermo, ha stabilito che il condominio con apposita delibera, può decidere di destinare un’area verde condominiale allo svolgimento di attività sportive per i condomini.

Infatti, tale tipo di impiego non rappresenta  un’alterazione dell’assetto vegetativo dell’area, e né comporta impedimenti all’utilizzo.

Per cui i giudici hanno ritenuto legittima la decisione dell’assemblea condominiale di adibire un’area verde, situata in stretta aderenza dell’edificio, a campo di calcetto e di beach volley.

L’impugnazione della delibera dell’assemblea

Un condomino, impugnò la delibera, in quanto, sosteneva la mancata indicazione nel verbale dei millesimi di proprietà dei singoli condomini, nonché nell’ordine del giorno dell’esatta destinazione che si intendeva attribuire all’area, e chiedeva la rimozione delle strutture installate dal condominio.

Il giudice di prime cure, respinse la domanda di declaratoria di nullità e/o annullabilità della delibera, ma condannava il condominio al ripristino dello stato dei luoghi, in quanto identificava la fattispecie come innovazione di aree condominiali regolata dall’articolo 1120 del codice civile.

La decisione dei giudici di secondo grado

I giudici della Corte d’Appello di Palermo, facendo riferimento all’articolo 1102 del codice civile, hanno sottolineato che il “condominio può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne pari uso secondo il loro diritto, anche se è prevedibile che alcuni condomini, in pratica, non lo faranno. A tal fine può apportare le modificazioni ritenute opportune, sempre che l’utilità non sia in contrasto con la destinazione del bene”.

Sulla base di queste valutazioni, i giudici d’appello riformarono la sentenza di primo grado, escludendo il ripristino dei luoghi, e condannando l’appellato a pagare le spese.

Inoltre ha ribadito il potere del Tribunale di qualificare l’azione proposta e di procedere a un’autonoma ricerca della norma su cui fondare la decisione e di applicarla, anche se è diversa da quella invocata dalla parte, purché non attribuisca un bene diverso da quello domandato e non introduca nel tema controverso nuovi elementi di fatto.

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