Codice

Divisori sui balconi del condominio, sono ammessi?

lunedì 26 Febbraio , 2018

Se due condomino, sono proprietari di balconi che confinano direttamente, e tra i due, vi è solo una bassa inferriata in metallo, che consente a ciascuno dei due condomini, di guardare al di là della sua proprietà senza alcuna tutela della privacy; è possibile porre sul confine, una struttura in legno con piante rampicanti, tali da non consentire l’affaccio da un lato all’altro del balcone? E se il confinante si oppone, cosa succede?

Le distanze minime previste dal codice civile, e il regolamento di condominio

Il Tribunale di Roma, si è di recente pronunciato su una questione simile, ammettendo la possibilità di posizionare fra le terrazze contigue, pareti divisori in legno o in plastica, in quanto la privacy prevale sul diritto alla veduta del vicino.

E’ importante sottolineare che il codice civile prevede norme precise su distanze e vedute, tra proprietà confinanti; le costruzioni su fondi confinanti, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza minima di tre metri.

Si tratta di norme, da applicare ai rapporti tra condomini, che vanno in parallelo con una regola condominiale, quella che consente a tutti i proprietari, di utilizzare liberamente le parti comuni dell’edificio.

Il codice civile, prevede che ogni singolo condomino possa servirsi degli spazi comuni a condizione che non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne pari uso.

Di conseguenza non possono essere elevate costruzioni o altre opere sul balcone, se queste alternano il decoro estetico della facciata dell’edificio.

Si tratta di norme che vanno coordinate per stabilire se sia possibile o meno mettere piante, protezioni o divisioni tra due balconi confinanti.

La decisione del Giudice di primo grado

Il Tribunale di Roma, ammette la costruzione di una parete divisoria tra i due balconi vicini, anche se non sono rispettate le distanze minime tra costruzioni imposte dalla legge.

Prevale il diritto di privacy, insieme al diritto di utilizzare le parti comuni, sul diritto alla veduta del vicino sempre che ciò non comporti una modifica di destinazione, che impedisca agli altri di fare lo stesso uso e non si alteri l’estetica del condominio.

La disciplina sulle distanze e sulle vedute si applica nei rapporti fra condomini, sempre che siano compatibili con l’applicazione delle norme sulle cose comune degli edifici; se si genera un contrasto, prevalgono queste ultime, in quanto in condominio bisogna contemperare le esigenze e gli interessi di ciascun proprietario esclusivo.

© condominio.it – tutti i diritti riservati

Condividi su:

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento