amministratori di condominio

ANCHE IL CONDOMINIO HA IL FONDO CASSA – SECONDA PARTE

mercoledì 28 febbraio , 2018

Il fondo cassa e l’unanimità

L’assemblea di condominio, all’unanimità può decidere di creare un “fondo cassa”.

Se non viene raggiunta la maggioranza richiesta, si rientra nella violazione dei criteri di proporzionalità indicati all’articolo 1123 del codice civile, e la giurisprudenza, tra cui di recente il Tribunale di Milano, stabilisce che “non è consentito all’assemblea condominiale, deliberando a maggioranza, di ripartire tra i condomini non morosi il debito delle quote condominiali dei condomini morosi; invece, nell’ipotesi di effettiva, improrogabile urgenza di trarre “aliunde” somme – come nel caso di aggressione “in executivis” da parte di creditore del condominio, in danno di parti comuni dell’edificio – può ritenersi consentita una deliberazione assembleare, la quale tenda a sopperire all’inadempimento del condomino moroso con la costituzione di un fondo – cassa “ad hoc”, tendente ad evitare danni ben più gravi nei confronti dei condomini tutti, esposti dal vincolo di solidarietà passiva; conseguentemente sorge in capo al condominio e non ai singoli condomini morosi l’obbligazione di restituire ai condomini solventi le somme a tale titolo percepite, dopo aver identificato gli insolventi e recuperato dagli stessi quanto dovuto per le quote insolute e per i maggiori oneri.”

Impraticabile gestione del condominio

Se si crea un importante e persistente indebitamento, si giunge alla paralisi della vita condominiale, con la sospensione dei servizi primari da parte dei fornitori.

L’amministratore, che agisce sulla base di un contratto di mandato da parte dell’assemblea, può dimettersi, in quanto il mandante – condominio, è tenuto a fornire al mandatario – amministratore, i mezzi necessari per l’esecuzione del mandato e per l’adempimento delle obbligazioni, come prevede il codice civile all’articolo 1719.

L’amministratore dovrà comunicare formalmente al condominio la propria volontà di dimettersi, e convocare l’assemblea perché provveda alla nomina del suo sostituto.

In caso di inerzia dell’assemblea, l’amministratore può rivolgersi all’autorità giudiziaria, così da provvedere alla nomina di un amministratore giudiziario; I comma,  articolo 1129: “Quando i condomini sono più di otto, se l’assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell’amministratore dimissionario.”

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