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ANCHE IL CONDOMINIO HA IL FONDO CASSA – ULTIMA PARTE

giovedì 1 marzo , 2018

Le anticipazioni fatte dall’amministratore

Per far fronte alle morosità, accade che l’amministratore anticipi personalmente le somme necessarie a  farvi fronte; è un comportamento imprudente, in quanto il recupero delle somme versate in favore del condominio, può essere molto complesso.

La giurisprudenza di legittimità richiede, la prova puntuale delle anticipazioni effettuate dall’amministratore, in quanto le singole spese devono essere preventivamente approvate dall’assemblea, salvo i casi di urgenza, da dimostrare; altrimenti il credito può non essere considerato esigibile.

Il potere di spesa dell’amministratore

In linea generale, l’amministratore non ha  un potere di spesa, perché spetta all’assemblea condominiale il compito di approvare il conto consuntivo, e di valutare l’opportunità delle spese; ciò comporta che in mancanza di deliberazione dell’assemblea, l’amministratore non può esigere il rimborso delle anticipazioni da lui sostenute.

La deliberazione dell’assemblea di condominio che procede all’approvazione del rendiconto consuntivo emesso dell’amministratore ha valore di riconoscimento di debito solo in relazione alle poste passive specificamente indicate; pertanto, ove il rendiconto – che è soggetto al principio di cassa – evidenzi un disavanzo tra le entrate e le uscite, l’approvazione dello stesso non consente di ritenere dimostrato in via di prova deduttiva, che la differenza sia stata versata dall’amministratore con denaro proprio, poiché la ricognizione di debito richiede un atto di volizione, da parte dell’assemblea di un oggetto specifico posto all’esame dell’organo collegiale”.

Il verbale di passaggio delle consegne

Non si può ricorrere neppure al cd. verbale di passaggio delle consegne dal precedente al nuovo amministratore, atteso che nonostante contenga la dicitura “per accettazione”, non può costituire titolo per l’emissione del decreto ingiuntivo per il rimborso delle anticipazioni effettuate dall’amministratore in favore del condominio.

Non vi è la prova scritta necessaria all’emissione del decreto ingiuntivo in quanto, anche se il verbale di passaggio delle consegne, contiene riferimenti ad anticipazioni personali in favore del condominio, non può essere considerato una ricognizione di un debito, in quanto atto di provenienza unilaterale, non dell’assemblea dei condomini, ma del suo mandatario.

L’orientamento della Cassazione

La Corte di Cassazione ha sancito che le eventuali anticipazioni dell’amministratore verso il condominio vengono ricomprese nel contratto di mutuo, specie quando queste dipendono dalla mancanza di fondi sul conto corrente condominiale, e l’amministratore è costretto a versare denaro personale, per consentire al condominio di far fronte a spese impellenti.

Tuttavia, in questi casi, è costante l’orientamento giurisprudenziale per cui “per provare l’esistenza di un contratto di mutuo, posto a fondamento di una pretesa fatta valere in giudizio, non basta dimostrare l’avvenuta consegna del danaro o di altre cose fungibili, ma occorre dimostrare che tale consegna è stata effettuata per un titolo che implichi l’obbligo della restituzione, solo in tal modo potendo dirsi adempiuto l’onere della prova del fatto costitutivo della domanda, a norma dell’art. 2697 cod. civ.

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