Giudici

SERVOSCALA O ASCENSORE? – SECONDA PARTE

martedì 6 Marzo , 2018

Le motivazioni della Corte d’Appello

In secondo grado, il Giudice riformava la pronuncia del Tribunale, con le seguenti motivazioni:

  • innanzitutto “l’ascensore è manufatto diverso dal concetto di servoscala o altre strutture mobili e facilmente amovibili”, previsti dalla L. n. 13 del 1989, art. 2, comma 2;
  • inoltre, l’ascensore comunque non permette ai condomini appellanti di raggiungere senza problemi i propri appartamenti, “dovendo fermarsi sul pianerottolo dell’interpiano con dieci gradini da percorrere a piedi”.

La Corte d’Appello, ritenne dunque che l’installazione dell’ascensore violasse l’art. 1102 c.c., ed in particolare la destinazione a giardino dell’area comune, e quindi illegittima in difetto di valida deliberazione assembleare.

La decisione della Corte di Cassazione

La Cassazione in particolare, rilevava una violazione e falsa applicazione dell’art. 1102 c.c., in relazione alla L. n. 13 del 1989, artt. 1 e 2, degli artt. 1120, 1121 e 1136 c.c. nonché degli artt. 2, 32 e 42 Cost.

Accolse il ricorso per manifesta fondatezza e, consentiva ai ricorrenti di superare, sia il limite di una interpretazione letterale della L. n. 13/1989, sia quello fisico, derivante dall’impossibilità strutturale di realizzare uno sbarco dell’ascensore al piano dell’appartamento da servire.

La massima

Attraverso detta ordinanza la Corte sostenne che “l’installazione di un ascensore, allo scopo dell’eliminazione delle barriere architettoniche, deve considerarsi indispensabile ai fini dell’accessibilità dell’edificio e della reale abitabilità dell’appartamento”. “Di tal che nel valutare il contrasto delle opere, cui fa riferimento la L. n. 13 del 1989, art. 2, con la specifica destinazione delle parti comuni, sulle quali esse vanno ad incidere, occorre tenere conto altresì del principio di solidarietà condominiale, secondo il quale la coesistenza di più unità immobiliari in un unico fabbricato implica di per sé il contemperamento, al fine dell’ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali, di vari interessi, tra i quali deve includersi anche quello delle persone disabili all’eliminazione delle barriere architettoniche, oggetto di un diritto fondamentale che prescinde dall’effettiva utilizzazione, da parte di costoro, degli edifici interessati”.

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