amministratori di condominio

SI PUÒ RIMPROVERARE L’AMMINISTRATORE? – Ultima parte

martedì 13 marzo , 2018

Il principio sancito dalla Cassazione

La Cassazione motivava la sua decisione in tal senso: “affermare che il bilancio consuntivo condominiale sia falso costituisce un evidente attacco ad personam nei riguardi del soggetto incaricato della redazione del suddetto strumento contabile e cioè l’amministratore condominiale. Ciò vale a sgombrare il campo dalla seconda delle doglianze poste in essere dall’imputato in merito alla pretesa insussistenza del delitto di diffamazione allorquando le dichiarazioni incriminate ovvero gli scritti diffusi non contengano l’indicazione nominativa della persona offesa. Posto che il bilancio condominiale è predisposto dall’amministratore del condominio è evidente come l’accusa di una sua falsificazione sia diretta allo stesso e, comunque, a soggetto facilmente identificabile. In tema di diffamazione a mezzo stampa, ma il principio è valido in qualsiasi modo si sviluppi l’azione diffamatoria, qualora l’espressione lesiva dell’altrui reputazione sia riferibile, ancorché in assenza di indicazioni nominative, a persone individuabili e individuate per la loro attività, esse possono ragionevolmente sentirsi destinatarie di detta espressione, con conseguente configurabilità del reato di cui all’articolo 595 cod.pen.

La Cassazione nel dichiarare inammissibile il ricorso, condannava il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle Ammende.

I rapporti tra i condomini

La Cassazione inoltre, in merito ai rapporti tra condomini, ha stabilito di recente che, criticare con una lettera allegata al verbale assembleare gli altri condomini, indicando atteggiamenti di ostilità e di scarsa “predisposizione” al pagamento delle quote condominiali, rappresenta un esercizio del diritto di critica.

Con una sentenza del 2017, la n. 31079, la Cassazione, sottolineava come “la sussistenza dell’esimente del diritto di critica rispetto al reato di diffamazione presuppone, per sua stessa natura, la manifestazione di espressioni oggettivamente offensive della reputazione altrui, la cui offensività possa, tuttavia, trovare giustificazione proprio nella sussistenza del diritto di critica; l’esercizio del diritto in parola consente l’utilizzo di espressioni forti ed anche suggestive, al fine di rendere efficace il discorso e richiamare l’attenzione di chi ascolta”.

Il diritto di critica

Il diritto di critica, si contraddistingue per tre caratteri fondamentali:

  • l’interesse sociale;
  • la moderazione del linguaggio;
  • la veridicità del fatto narrato, sempre che sia d’attualità.

Nel caso di specie, viene valorizzato il “particolare significato che assume il contesto nel quale l’espressione denigratoria viene utilizzata; in questa prospettiva incensurabile, perché rispondente ad una consolidata massima di esperienza, appare la considerazione del Tribunale secondo la quale le assemblee condominiali sono “notori focolai di litigiosità”, come la casistica dei repertori di giurisprudenza insegna; di conseguenza, i giudizi espressi in quella sede, che siano contestati come diffamatori o ingiuriosi devono essere contestualizzati in quel particolare ambito”.

© condominio.it – tutti i diritti riservati

Condividi su:

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento