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Cattivi odori in condominio, come tutelarsi?

venerdì 16 Marzo , 2018

La tutela all’interno del condominio

Nel caso in cui in condominio, le immissioni olfattive fastidiose prodotte dai vicini, superano la normale tollerabilità, cosa di può fare?

L’articolo 844 del codice civile, prevede che “il proprietario del fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e le altre propagazioni simili che derivano dal fondo del vicino a meno che queste, tenuto conto anche della condizione dei luoghi, non superino la normale tollerabilità”.

Questo è un principio relativo, che dipende dalla sensibilità dell’uomo medio e dalla situazione dei luoghi in cui si manifestano le immissioni fastidiose.

E’ un elemento collegato ad un’analisi effettuata valutando l’intensità degli odori, e la loro idoneità a ripercuotersi in maniera sfavorevole nei confronti dei condomini che li subiscono.

E’ dunque necessario, analizzare precisamente, anche con l’ausilio di un tecnico, l’effettiva entità del problema e, ricorrere all’amministratore di condominio perché si determinino delle “regole”, alle quali ogni condomino deve attenersi in generale.

La tutele giudiziaria

Nel caso in cui gli odori siano insopportabili, si può adire al giudice di pace competente, che prenderà gli opportuni provvedimenti.

Vi sono dei casi particolari in cui gli odori molesti, prodotti dal vicino possono sfociare in responsabilità penale per il reato di cui all’articolo 674 codice penale, che punisce con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a 206 euro chiunque, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a offendere o molestare altre persone.

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