Ripartizione delle spese

Chi paga le copie dei documenti in condominio? – Prima Parte

lunedì 26 marzo , 2018

Vigilanza e controllo sull’operato dell’amministratore

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 4686 del febbraio scorso, ha confermato alcuni importanti principi, tra cui, il diritto del condomino alla vigilanza ed al controllo sull’operato dell’amministratore, in ogni tempo.

Questa attività di controllo, si manifesta anche con la richiesta di copie della documentazione condominiale (principio di correttezza), senza però ostacolare l’amministrazione nello svolgimento della sua attività.

Il rilascio delle copie e il relativo onere

In caso di richiesta di copie di documenti da parte del singolo condomino, il relativo onere economico grava su quest’ultimo, non potendo gravare sull’intero condominio; da sottolineare che l’amministratore per tale attività non ha diritto ad alcun compenso aggiuntivo, in quanto si tratta di un’azione rientrante nei normali compiti dello stesso.

Per quanto riguarda l’ammontare dei costi per le copie, l’eventuale eccessiva onerosità rientra nella materia esclusiva dell’assemblea, per ciò non sindacabile dal giudice; tranne nel caso in cui si verifichi un rilevante pregiudizio alla cosa comune ed ai servizi che ne costituiscono parte integrante.

In ogni caso, se viene impugnata la delibera dell’assemblea, il giudice che dovrà pronunciarsi sull’annullabilità e sulla nullità della stessa, nel rispetto del principio tra il chiesto e il pronunciato, deve esaminare singolarmente entrambe le ipotesi di illegittimità denunciate.

Il caso specifico

La Cassazioni dovette affrontare il caso di un condomino che impugnava avanti al Tribunale, la delibera condominiale con la quale, si determinava il compenso dovuto all’amministratore per il rilascio di copie degli atti.

Inoltre nella delibera si stabiliva il compenso dovuto allo stesso amministratore, per il recupero giudiziale del credito condominiale, e l’esclusione per i singoli condomini della lettura del contatore, chiedendo l’annullabilità ovvero la sua nullità.

In primo grado venne accolta la domanda nella parte relativa al compenso aggiuntivo per l’amministratore per il rilascio di copia di atti della gestione condominiale.

La Corte d’Appello rigettava l’impugnazione principale e accoglieva quella incidentale in relazione al compenso spettante all’amministratore.

Venne dunque presentato ricorso in Cassazione da parte del condomino soccombente, sulla base della violazione dell’articolo 112 codice di procedura civile, in quanto la Corte d’Appello ometteva qualsiasi pronuncia sulle ulteriori specifiche censure, nonché dell’articolo 1713 codice civile, per aver limitato il diritto del condominio al controllo sull’attività di gestione dell’amministratore.

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