Giudici

Furto dall’auto nel parcheggio del condominio

martedì 17 Aprile , 2018

La Corte di Cassazione – sezione penale, con sentenza n. 15200 del 2018, ha trattato il caso in cui una persona aveva “rubato” 100 euro da un auto parcheggiata nel cortile di un condominio.

La Cassazione, ha sancito che si tratta di FURTO IN ABITAZIONE, con esclusione del danno di lieve entità, vista la somma di 100 euro, considerata non irrisoria.

Il soggetto in questione, ricorreva in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Bologna, che lo condannava a 2 anni di reclusione, sostenendo che non era stata fatta la riqualificazione della fattispecie delittuosa di cui all’articolo 624 bis codice penale, in quella di cui 624 codice penale; considerato il fatto che: il furto non era stato perpetrato all’interno di un luogo di privata dimora. Lamentava inoltre il mancato riconoscimento della circostanza attenuante di cui all’articolo 62 n. 4 codice penale, in relazione al complessivo pregiudizio economico subito dalla persona offesa e non già al mero valore intrinseco dell’oggetto sottratto.

L’orientamento della Cassazione in tema di furto in auto in condominio

I Giudici di legittimità, sottolineano che il fatto criminoso, è stato posto in essere all’interno della corte condominiale dove era parcheggiata l’auto della persona offesa, per cui si segue: “il pacifico orientamento della giurisprudenza di legittimità, secondo cui integra il reato di furto in abitazione la sottrazione illecita di beni mobili posti all’interno di aree condominiali, anche quando le stesse non siano nella disponibilità esclusiva dei singoli condomini” (Cassazione, sentenza n. 4215 del 2013).

Dunque la Cassazione, con la sua recente pronuncia, si è uniformata all’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza di legittimità, ritenendo che: “come la concessione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità presupponga necessariamente che il pregiudizio cagionato sia lievissimo, ossia di valore economico pressoché irrisorio, avendo riguardo non solo al valore in sé della cosa sottratta, ma anche agli ulteriori effetti pregiudizievoli che la persona offesa abbia subito in conseguenza della sottrazione della res“.

La sentenza di merito “omette completamente di motivare in merito al giudizio di bilanciamento delle circostanze, con particolare riguardo alla richiesta difensiva di prevalenza della attenuanti generiche sulle aggravanti“, e  va annullata limitatamente a tale punto e la parola passa al giudice del rinvio.

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