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Il rendiconto del condominio – Ultima Parte

giovedì 19 aprile , 2018

Le operazioni del condominio devono essere rintracciabili

L’obbligo di tracciabilità delle operazioni contabili, sia in entrata che in uscita, riguarda qualsiasi movimentazione a prescindere dall’importo, e dovrà dunque passare necessariamente sul conto corrente condominiale.

Detto obbligo, si assolve inoltre con l’indicazione in sede di redazione del rendiconto, in quanto andranno indicate per ogni singola operazione di entrata ed uscita, le modalità con  le quali sono state effettuate (bonifico, POS, assegno, ecc…).

Il condominio, deve avere un amministratore con professionalità e specifiche competenze, conoscenza delle norme civilistiche, capacità gestionali, e conoscenza della contabilità del Condominio.

L’elaborazione del rendiconto si basa su un insieme di documenti, che permettano di ricostruire, verificare e avere il riscontro immediato delle operazioni contabili dell’ente da parte dei condomini.

Le sanzione per l’inosservanza dell’obbligo

L’art. 1129 prevede la revoca dell’amministratore che non usa il conto corrente; il Tribunale di Taranto, con un decreto del 21 settembre 2015 ha ammesso la revoca dell’amministratore, che sottopone in ritardo all’assemblea, l’approvazione del conto dei suoi esercizi, anche se questi siano stati poi approvati dai condomini.

Infatti per il Giudice si tratta di una grave irregolarità, ai sensi dell’art. 1129 c.c.: “deve al riguardo sottolinearsi che quando ci si trova di fronte a delibera assembleare che approvi rendiconti pluriennali, non osservandosi la regola della necessaria annualità del rendiconto, si ritiene che si configuri una forma di nullità e non di semplice annullabilità della delibera“.

La funzione dei predetti obblighi è “assicurare una rapida ed efficace tutela ad una corretta gestione dell’amministrazione condominiale, a fronte del pericolo di grave danno derivante da determinate condotte dell’amministratore“.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 28764 del 2017, evidenziava che l’amministratore dovrà redigere il rendiconto annuale che dovrà essere approvato dall’assemblea, appositamente convocata entro centottanta giorni.

Cosa compone il rendiconto

Il Tribunale di Torino con sentenza n. 3528 del 2017, evidenzia che l’art. 1130-bis c.c. prevede che la redazione del rendiconto condominiale annuale debba contenere una serie di specifiche elementi, indispensabili per la ricostruzione e il controllo della gestione dell’amministratore da parte di ogni condomino.

Esattamente: il registro di contabilità; il riepilogo finanziario; una nota di accompagnamento sintetica, esplicativa della gestione annuale.

Se manca solo uno di questi documento, sarà invalida la delibera assembleare che approva il rendiconto.

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