Parti comuni

LA “COLONNA D’ARIA” IN CONDOMINIO – Ultima Parte

giovedì 3 Maggio , 2018

L’opera che invade la colonna d’aria è illegittima

La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla questione, sottolineava che il Giudice di Appello, ha stabilito che il locale magazzino dell’originario attore, al contrario del cortile bene comune ex articolo 1117 codice civile, è un bene in proprietà esclusiva dello stesso, così come la colonna d’aria soprastante, e si tratta di una considerazione incensurabile, di conseguenza non è possibile il richiamo all’articolo 1102 codice civile. Ciò comporta che è illegittima l’opera invasiva della proiezione verso l’alto del capannone esclusivo del controricorrente.

La massima della Cassazione

La Suprema Corte dice infatti: “a prescindere dai profili fattuali qui non deducibili in ordine alla premessa dell’argomentazione (esistenza di finestre aprenti sulla medesima colonna d’aria), può rilevarsi come – stante l’altruità del bene su cui si protende l’aggetto – non può predicarsi, in un contesto in cui non si tratta di uso di cosa comune ma, al limite, di servitù su cosa aliena, la legittimità di un uso più intenso (consentito per le cose comuni nei limiti di cui all’art. 1102 cod. civ.), essendo al contrario nel quadro della disciplina delle servitù sancito il divieto di innovazioni che rendano più gravosa la condizione del fondo servente (art. 1067 cod. civ.); e in tal senso la giurisprudenza della corte, sulla base di accertamenti svolti in concreto dai giudici di merito, ha espresso il principio per cui l’ampliamento di finestre o la loro sostituzione con balconi in aggetto o altri manufatti può concretare un siffatto aggravamento di servitù “.

Conclusioni della Suprema Corte

La Suprema Corte di Cassazione conclude poi: “quand’anche non fosse sussistito il predetto accertamento di proprietà esclusiva della colonna d’aria, la giurisprudenza di questa corte richiama anche per i cortili condominiali la rilevanza del divieto di mutamento di destinazione delle cose comuni ex art. 1102 cod. civ., affermando che lo spazio aereo a essi sovrastante – la cui funzione è di fornire aria e luce alle unità abitative che vi prospettano – non può essere occupato dai singoli condomini con costruzioni proprie in aggetto, non essendo consentita l’utilizzazione, ancorché parziale, a proprio vantaggio della colonna d’aria sovrastante ad area comune, quando la destinazione naturale di questa ne risulti compromessa”.

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