condominio

Il diritto d’uso esclusivo in condominio – Seconda Parte

domenica 6 Maggio , 2018

Diritto d’uso esclusivo – natura giuridica

L’uso esclusivo di parti comuni, molto spesso presuppone l’esistenza parallela sulle stesse, di facoltà  individuali dell’usuario e facoltà degli altri partecipanti; che di fatto, non sono mai esclusi totalmente dalla fruizione o dall’utilità sul bene c.d. in uso “esclusivo” altrui.

Poteri inerenti il diritto d’uso esclusivo

In caso di diritto d’uso esclusivo su un bene condominiale, esso rimane di fatto comune a norma dell’articolo 1117 codice civile, il diritto d’uso esclusivo deroga soltanto al contenuto dell’articolo 1102 codice civile, che si applica  anche in materia di condominio, in base al quale, viene ammesso ai singoli, di fare uso della cosa comune “secondo il loro diritto“.

I vari condomini, saranno distinti, tra coloro che traggono maggiore utilità (come l’usuario stesso), e minore utilità per gli altri soggetti.

Uso esclusivo condominiale e uso ordinario – le differenze

La cosa in uso esclusivo in condominio, è un bene di tutti i comproprietari, ma sulla base di un rapporto di divisione delle facoltà  di godimento, diverso determinato dal titolo. L’uso esclusivo si trasmette, ai successivi aventi causa sia dell’unità immobiliare, cui l’uso stesso accede, che delle altre correlativamente fruenti di minori utilità.

Si tratta di un diritto che normalmente è perpetuo e trasferibile (nei limiti della trasferibilità delle parti comuni del condominio), e non può essere assimilato al diritto reale d’uso di cui agli articoli 1021 codice civile; l’uso esclusivo nel condominio non presenta limiti di durata, di trasferibilità, ne di estinzione.

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